Castelfidardo – Il mistero di Marta Russo

Oggi alle 18 presso Libreria Aleph, Mauro Valentini rivivrà quella triste storia

L’omicidio di Marta Russo, noto come il “delitto della Sapienza”, è uno dei misteri della cronaca nera italiana. E’ avvenuto nel 1997 all’interno della cittadella universitaria. Marta Russo, 22 anni, studentessa di giurisprudenza, fu ferita in maniera gravissima da un colpo di pistola. Morì cinque giorni dopo all’ospedale.

Per quel delitto nel 2003 furono condannati un assistente universitario di filosofia del diritto, Giovanni Scattone (omicidio colposo) e Salvatore Ferraro (favoreggiamento personale).

Castelfidardo – Mauro Valentini e Valeria Dentamaro per il Festival del giornalismo d’inchiesta delle Marche parleranno oggi alle 18 presso la Libreria Aleph del “Mistero della Sapienza”, il delitto di Marta Russo

Nell’ambito del Festival del giornalismo d’inchiesta, oggi alle 18 presso la Libreria Aleph, Via XVIII Settembre, 33, (Palazzo Sannoner), Mauro Valentini porta a rivivere i luoghi di questa triste storia, fino a farci immaginare e sentire le voci dei protagonisti, sollevando un dibattito sui problemi della Giustizia italiana.

Valeria Dentamaro dialoga e intervista l’autore Mauro Valentini

MAURO VALENTINI

È uno scrittore e giornalista romano, anche se da anni vive a Pomezia. Ha diretto in passato un blog – magazine di grande successo e oggi scrive principalmente di cronaca nera e di cinema collaborando con diverse testate nazionali, tra le quali Giallo e Cronaca & Dossier.

È ospite di numerosi programmi di approfondimento radiofonici e televisivi come opinionista. Ama il cinema francese, il “noir” e la “nouvelle vague” sono i suoi ideali narrativi più alti a cui si ispira. Come autore letterario è stato premiato in diverse manifestazioni internazionali. Con Sovera ha già pubblicato, oltre all’ultimo “Marta Russo – Il Mistero della Sapienza” altri due libri –inchiesta: “40 passi” e “Cianuro a San Lorenzo” che hanno analizzato i misteri insoluti di due delitti avvenuti a Roma, contribuendo a riaccenderne l’interesse mediatico e investigativo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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