Castelfidardo – Cineamatore remake, emozioni vecchie e nuove

7-8-9 luglio: concorso, mostre, proiezioni e annullo filatelico

Castelfidardo – Luci soffuse, proiezione di video e immagini sulle pareti della Chiesa Collegiata e ai giardini Mordini, musiche da film in filodiffusione: la tre giorni (7-8-9 luglio) di “Cineamatore remake” promette una full immersion nelle suggestive atmosfere di un grande schermo all’aperto.

Da un’idea di Beniamino Bugiolacchi, grazie alla sinergia tra Amministrazione comunale e Circolo culturale Filatelico “F. Matassoli” in collaborazione con Pro-Loco, Ciak, “Fondazione Ferretti” e “Centro Studi Storici Fidardensi”, torna mezzo secolo dopo in forma rivista e corretta la gloriosa rassegna dedicata al cinema a passo ridotto.

La fama raggiunta negli anni Sessanta era tale da avere conquistato una dimensione europea, sottolineata dalla presenza di personalità cinematografiche e culturali in occasione delle intense giornate “festivaliere”. Registi come Costa Gavras e Steno ed attori del calibro di Saro Urzì, Leopoldo Trieste, Valeria Ciangottini, Michele Mercier, Shel Shapiro, avevano reso Castelfidardo un punto di riferimento per tanti cultori, tanto che nel 1967 il critico cinematografico Gian Luigi Rondi presenziò alla prima nazionale assoluta del film di Orson Welles, Falstaff.

Alla nobiltà dei ricordi si abbina la valorizzazione dei talenti di oggi, sia tra i cineamatori sia tra i pittori che fanno da contorno alla fase finale del concorso proponendo lavori con soggetto bozzetti per cartellonistica concernenti il cinema attuale e le fiction televisive.

Non può mancare, infatti, l’omaggio a Rodolfo Gasparri, celebre disegnatore fidardense al quale il Circolo “Matassoli” dedica sabato uno speciale annullo filatelico ed un francobollo emesso dalle poste lussemburghesi.

Programma

Venerdì 7 luglio

18.00 – Auditorium S. Francesco

Inaugurazione Mostre

  • C’era una volta il cineamatore”: rassegna fotografi ca delle edizioni 1961/1967
  • Il cinema nel francobollo”: 48 schede che narrano la storia del cinema nel mondo attraverso il francobollo
  • I bozzetti originali di R. Gasparri”: bozzetti originali firmati dal famoso cartellonista fidardense e messi a disposizione dal museo Cinema a Pennello di Montecosaro

21.30 – Giardino Mordini

Proiezione film partecipanti alla rassegna Proiezione cortometraggi d’epoca:

Com’erime… castello anni ‘50”  (vita paesana: personaggi, manifestazioni ecc.)

“I primi anni della Pro Loco” (Filmati in 8mm di Vittore Bugiolacchi, Sandro Giordani, Mirco Melappioni, Cine Club Fedic)

Sabato 8 luglio

17.30 – Auditorium San Francesco: apertura ufficio temporaneo di Poste Italiane

  • Annullo postale “C’era una volta il cineamatore”
  • Presentazione dei francobolli emessi dalle Poste del Lussemburgo e dedicati a Rodolfo Gasparri e Jean Marò

21.30- Giardino Mordini

Proiezione corti degli anni ‘60 realizzati dai vari Cine-Club

  • Proiezione film in concorso Cineamatore Remake

Il Cine Club Fedic Castelfidardo” 1961/1967 I film in 8 mm e Super8 “l’altro”, “Dio li fa…eppoi li accompagna”, Irrresistibile” “Arenile”, “L’infanzia di Jean”… Omaggio a Jean Marò e a Rodolfo Gasparri.

Domenica 9 luglio

11.00/19.30 – Auditorium S. Francesco Proseguimento mostre

21.30 – Giardino Mordini Proiezione e premiazione concorsi  “Gli ultimi film del Cine club”. Omaggio a Pietro Cristofanetti  e  Alberto Sabbatini. l’innovazione di “Ciak” premiazione dei concorsi:  “cineamatore remake smart”, premio pittorico Rodolfo Gasparri”

Organizzazione: Comune di Castelfidardo con la collaborazione del “Circolo Culturale Filatelico F. Matassoli”

**in caso di maltempo le proiezioni si svolgono presso la sala convegni (via Mazzini)

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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