Attraverso le macerie… per ricostruirsi comunità

I drammi del sisma raccontati dalle foto di Claudio Colotti

CastelfidardoAttraverso le macerie per ricostruirsi come comunità: questo il titolo dell’Incontro organizzato dal gruppo Adulti di Azione Cattolica di Castelfidardo giovedì 10 maggio alle ore 21.30 presso la sala convegni di via Mazzini (ex cinema).

L’idea nasce dalla voglia dell’Associazione di regalare un momento di riflessione a tutta la città in occasione della Festa dei Santi Patroni, sui temi affrontati nel corso dell’anno: la capacità di far fruttare i propri talenti a servizio degli altri e la necessità di riscoprire l’importanza di essere comunità.

Castelfidardo – Alcuni scatti di Claudio Colotti

Per fare ciò è stato invitato il fotoreporter e giornalista Claudio Colotti di Pollenza, che ha vissuto per 3 mesi una toccante esperienza nelle aree del centro Italia colpite dal sisma, fotografando volti, luoghi e macerie, il quale racconterà, attraverso i suoi scatti, il dramma e la grande umanità delle persone che ha incontrato.

Parallelamente verrà anche allestita presso l’atrio del Palazzo Comunale la mostra fotografica “Mai+ il sisma tra volti e macerie”, in collaborazione con l’Associazione “Marchebestway”, che con Colotti sta raccogliendo fondi da destinare ad alcuni dei Comuni marchigiani più colpiti.

La mostra verrà inaugurata nel pomeriggio di giovedì 10 maggio, alle ore 19, e rimarrà aperta fino a domenica 27 maggio. «Ci tenevamo come associazione a dare un segnale alla città – spiega il Presidente dell’AC parrocchiale Giuseppe Rizzioffrendo un’occasione per riflettere, per non dimenticare e per farsi prossimi alle comunità vicine così duramente provate dal terremoto».

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo