25 aprile: Flavio Pistarino staffetta della resistenza partigiana

Nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario della liberazione, il Circolo filatelico "F.Matassoli" propone un suo intervento e tre mostre sui francobolli della resistenza

Castelfidardo – All’interno della manifestazione per il 25 Aprile organizzata dal Comune, il locale Circolo Culturale Filatelico Numismatico “Federico Matassoli” propone un intervento di Flavio Pistarino, testimone oculare e all’epoca giovane staffetta della resistenza partigiana.

Dalle 10,30 al Salone degli Stemmi porterà la sua testimonianza sugli ultimi mesi della seconda guerra mondiale in Valle Bormida. Saranno inoltre in mostra nell’atrio comunale fino al 2 maggio, documenti storici dell’epoca riguardanti alcuni paesi nel cuore della Repubblica Sociale e rari reperti postali viaggiati tra il 25 aprile e il 21 maggio 1945 affrancati con le emissioni del Comitato di Liberazione Nazionale della Valle Bormida, nonché uno studio sulla posta della Repubblica dell’Ossola curato da Luigi Pirani, socio del Cifr (Centro Italiano Filatelia Resistenza).

La mostra sarà visitabile dal 25 aprile al 2 maggio negli orari di apertura del Comune.

Tre le collezioni in esposizione:

– C.L.N Valle Bormida (la storia postale dell’emissione nella corrispondenza degli ideatori) di Nella Negri

– Patrioti Valle Bormida: progettualità e concretizzazioni per il servizio postale di Flavio Pistarino

– La Posta della Repubblica dell’Ossola di Luigi Pirani

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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