Tutti i riconoscimenti delle Civiche Benemerenze 2020

All’interno di una Festa del Patrono ridimensionata dall’emergenza Covid il Consiglio comunale ha premiato chi si è distinto nella fase del lockdown

Camerano – Consiglio comunale all’aperto per la consegna delle Civiche Benemerenze

Camerano, 29 agosto 2020 – Mentre le consegne delle Civiche Benemerenze sono ancora in corso in Piazza Matteucci, durante un Consiglio comunale convocato all’aperto, pubblichiamo l’elenco di tutti i premiati.

Camerano – La dottoressa Maria Ferrandino, a sinistra, riceve l’attestato dalle mani del sindaco Annalisa Del Bello in rappresentanza di tutti i medici di famiglia

Riconoscimenti che quest’anno sono principalmente caratterizzati da persone, associazioni, professioni e attività commerciali che in qualche modo hanno avuto a che fare con l’emergenza Covid-19. Perché l’hanno subita, o magari combattuta, o perché si sono adoperati per dare una mano mettendosi a disposizione della comunità.

Camerano – Per la consegna delle Civiche Benemerenze 2020 una Piazza Matteucci gremita di gente

Prima di dare avvio alla cerimonia, il sindaco Annalisa Del Bello ha ricordato il momento particolare vissuto da febbraio a oggi da tutta la comunità, con un memento alle tre vittime cameranesi colpite dal coronavirus alle quali ha dedicato un minuto di silenzio. Un raccoglimento generale rispettato da una Piazza Matteucci gremita di gente, a testimonianza di quanto la consegna delle Civiche Benemerenze sia un momento particolarmente sentito dai cittadini.

Questi i nomi dei premiati:

 CIVICHE BENEMERENZE 29 agosto 2020
Medici ospedalieriin rappresentanza della categoria:

   DR.SSA TACCALITI MARTINA

   DR. PERUZZI PIETRO

Medici di famigliain rappresentanza della categoria:

   DR.SSA FERRANDINO MARIA

Infermieriin rappresentanza della categoria::

   DR.SSA FIORETTI GIULIA

   DR. FIORETTI PAOLO

   DR.SSA DUBBINI SARA

Personale sanitario   Fondazione Ceci: personale cooperativa sociale  Nuova Sair
Farmacia   para farmacia È qui

   farmacia San Giovanni

Parrocchia   Parrocchia, nella persona di don Aldo Pieroni

suore Serve di Maria Galeazza, nella persona di suor Gabriella

 

Scuola   Consiglio comunale dei ragazzi

Istituto comprensivo Camerano: dirigente

dr.ssa Barbara Bottaluscio e Corpo docente

Negozi alimentari   alimentari di Forestieri Fiorella

alimentari di Giaccaglia Emilio

ipermercato Carrefour

   Le bontà della tavola

   Mente locale

pescheria da Giuseppe

supermercato Sì con te

   Sì con te market

supermercato San Germano

   Top frutta

panificio Ballarini

panificio Del Conero

 

 

Ditte fornitrici di mascherine  

   Grati s.p.a.

camiceria Giovanni Taccaliti s.r.l.

   Full Color

signor Shi Liang

 

Sportello famiglia   associazione Icaro
Assistenza domiciliare   Cooss Marche
Incontro al centrooperatori:

   Focante Giulia

   Oreficini Caterina

   Ratti David

 

ATTESTATI DI RICONOSCIMENTO DI MERITO SCOLASTICO
Laureati con 110 con lode   Fioretti Ismaele

 

Diplomati con il massimo dei voti   Breccia Letizia

   Pirani Antonio

   Luciani Camilla

   Borghetti Elena

   Ballarini Elisa

   Giovagnoli Claudia

ATTESTATI PER MERITO DI SERVIZIO
Personale in pensione   Isca Paolo Francesco

   Zingaretti Daniela

   Ausili Riccarda

   Pizzicotti Fiorenza

ELOGIO PUBBLICO
Rubrica Pillole di arte per sprigionare principi attivi   Boni Roberto

   Manfrini Isabella, alias Lamanfrina

   Malatini Martina

   Bonfiglio Alice

   Luca e Simone Giorgini

   Recanatini Lorenzo

   Angelo Biancamano e Alessandra Capici

   R. E. (minorenne)

   Coro Città di Camerano

   Fucina musica

 

ATTESTATI DI RICONOSCIMENTO PER MERITO SPORTIVO
   PALLAMANO CAMERANO

CAMERANO CALCIO

PATTINAGGIO ARTISTICO

LIZ BALLET DANCE STUDIO

DOJANG TAEKWONDO TAEGUK

CENTRO GINNASTICA CAMERANO

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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