Pif around, il tour virtuoso della fisarmonica

Loreto, Numana, Recanati e Camerano: quattro anteprime gratuite prima della settimana clou

Castelfidardo/Loreto/Recanati/Camerano  – Quattro location prestigiose, un territorio unito da una comune radice culturale valorizzata dalle vibranti note dello strumento ad ancia. Il Premio internazionale di fisarmonica prepara la settimana clou in programma a Castelfidardo fino a domenica 17, aprendo i mantici con quattro anteprime di qualità specchio di un’incisiva azione promozionale e di una dimensione più ampia.

«Un tuffo nella storia della fisarmonica con il coinvolgimento di un’area diffusa della Val Musone: a Loreto, Numana, Recanati e Camerano si anticipa il Premio&Concorso con una serie di concerti rievocativi le grandi realtà produttive che hanno segnato un’epoca come Serenellini e Tomassini (Loreto), Frontalini (Numana), Castagnari e Notturni (Recanati), Scandalli e Farfisa (Camerano)», dice il sindaco Roberto Ascani spiegando l’ispirazione del Pif around, una delle novità salienti di questa ricca 42^ edizione che ha avuto come prologo anche le esibizioni nei suggestivi percorsi ipogei delle Marche.

Un percorso musicale che esalterà la versatilità dello strumento di cui Castelfidardo è patria: «perché è vero che il Pif è nel suo settore il concorso più importante al mondo, ma ci interessa che sia sempre più pop e fruibile allargando la fascia di pubblico e i gusti coinvolti», aggiunge l’assessore alla cultura Ruben Cittadini.

Castelfidardo – Pif around: Paglialunga, Anglano e De Marco suoneranno la loro pizzica a Loreto sabato 9 settembre 

Prima tappa a Loreto (piazza Garibaldi) sabato 9 settembre alle 21.30, con la pizzica e le musiche salentine di Giancarlo Paglialunga (tamburello e voce), Giuseppe Anglano (fisarmonica, organetto e voce) Massimiliano De Marco (chitarra e voce), trio da tempo protagonista nel panorama della musica popolare con un repertorio che spazia dai canti d’amore alle potentissime pizziche regalando energia ed emozioni.

Castelfidardo – Pif around: l’Ispiracion trio domenica 10 settembre si esibiranno a Numana 

Domenica 10, alle 21.30, la scena passa a Numana in piazza Nuova con le atmosfere jazz e il tango dell’Ispiracion trio composto da Giuseppe di Falco (fisarmonica), Alberto Mazzotti (clarinetto), Lorenzo Gabellini (contrabbasso).

Castelfidardo – Pif around: Rotatori e Tiranti saranno a Recanati lunedì 11 settembre

Lunedì 11, l’omaggio a Leopardi e a Recanati, nel cortile di Palazzo Venieri (ore 21.30) con il raffinato recital di musica e poesia “amore di donna” interpretato da Giacomo Rotatori (fisarmonica) e Nicholas Tiranti (voce).

Castelfidardo – Pif around: Raffaele Damen suonerà a Camerano martedì 12 settembre 

Martedì 12 ai Giardini Manciforte di Camerano (21,30) con il solista Raffaele Damen.

Tutti i concerti sono ad ingresso gratuito.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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