Logicup, torneo di logica a Camerano il 17 luglio

L’appuntamento è in Piazza Roma per giocatori dai 6 ai 99 anni. Prenotazione obbligatoria

Camerano, 8 luglio 2020 – Logicup, Torneo di Logica targato Legnogiocando, è una competizione che vede i giocatori sfidarsi nella soluzione di giochi di logica, rompicapo, illusioni ottiche di ogni tipo. Può giocare chiunque, dai 6 ai 99 anni, e prevede vari livelli di difficoltà.

(Foto di repertorio pre Covid)

Il Torneo Logicup che si svolgerà in Piazza Roma a Camerano venerdì 17 luglio, si svilupperà su tre  turni di gioco della durata di un’ora ciascuno (1° turno: 20:30-21:30; 2° turno: 21:30-22:30; 3° turno: 22:30-23:30), con un massimo di 30/32 giocatori per turno.

(Foto di repertorio pre Covid)

La serata si svolgerà nel rispetto delle normative previste per il controllo dell’emergenza Covid-19. L’ingresso è gratuito, ma con prenotazione obbligatoria tramite telefonata o attraverso whatsapp al numero 345 9399640.

Si giocherà all’interno di uno spazio chiuso in cui i giocatori non si troveranno mai a meno di un metro di distanza l’uno dall’altro. L’ingresso è consentito solo ai giocatori che indossano la mascherina e gli operatori controlleranno la temperatura ai partecipanti che si sono prenotati. I familiari potranno condividere la medesima postazione.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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