Grande qualità sul palco in Piazza Roma per la Corrida Cameranese

Tredici artisti hanno ballato, cantato, suonato e raccontato barzellette. Hanno vinto Enrico Lucarelli e Stella Perucci ballerini di break dance

Camerano, 29 agosto 2022 – È ormai giunta alla conclusione la quarantunesima Festa del Patrono San Giovanni Battista a Camerano. Resta da realizzare, questa sera, la Contesa del Sacro Vassoio con la relativa corsa podistica cui partecipano gli otto rioni del paese: Cima, Voce, Strada, Gravina, Speranza, Sorgente, Sportiva, Quercia; poi, premiazione dei vincitori ed estrazione della lotteria che chiuderà l’edizione 2022 della festa.

Camerano – La sfilata storica in costume

Buon successo di pubblico, sabato 27 agosto, per la sfilata in costume d’epoca come sempre in Piazza Roma, replicato ieri sera, domenica 28 agosto, per assistere alla ‘Corrida Cameranese’. Undici le proposte offerte sul palco al giudizio del pubblico: cantanti, musicisti, cabarettisti, ballerini allo sbaraglio che non hanno affatto sfigurato rispetto ai professionisti dei vari generi. Ecco i loro nomi e relativo piazzamento in ordine di esibizione:

Corrida Cameranese, l’esibizione di Gaia Micari

– Giovanni Cocchia ha cantato Fai rumore di Diodato (terzo premio)

– Gaia Micari ha cantato Ciao Ciao di Rappresentante di Lista (terzo premio)

– Leonardo Paciocco ha suonato alla chitarra elettrica un inedito blues di sua composizione (quarto premio)

– Simone Angeletti, barzellettiere

– Tommaso Stufano ha cantato Il rumore del silenzio

– Saverio Borgognoni ha presentato un pezzo di cabaret

– Nicola Carbone ha cantato Il torero

– Enrico Lucarelli e Stella Perucci hanno ballato la break dance (primo premio)

– Claudio Nardi ha cantato Poster di Claudio Baglioni

– Mimmo Mencarelli ha raccontato barzellette (terzo premio)

– Giuseppe Bufarini, Tommaso Stufano e Stefano Sopranzetti hanno cantato un brano tratto da Notre Dame de Paris (secondo premio)

Corrida Cameranese – Il tavolo della giuria: da sx, Giuseppe Vaccari, il sindaco Oriano Mercante, il viceparroco don Lorenzo Rossini, Enrico Ragni

Ad accompagnare le varie esibizioni, con l’ironia e la bravura che li contraddistingue, il gruppo Ten’s Celebrations. La giuria, che ha votato le varie esibizioni tenendo conto anche delle reazioni del pubblico presente, era composta da: Giuseppe Vaccari fondatore della pagina social Camburan p’r sempr, il sindaco Oriano Mercante, il viceparroco don Lorenzo Rossini ed Enrico Ragni in arte Màlleus, amanuense di Recanati. A presentare la serata, con verve e grande disponibilità, gli “storici” Simone Bastari e Luciano Libardi, con Alice Moriconi e l’immancabile Gianni Quintale.

Ospite d’onore della 14ª edizione della Corrida di Camerano è stato Marco Giantomassi, in arte Robot Man, già noto ai cameranesi per aver vinto la 13esima edizione de La Corrida nel 2019.

Marco Giantomassi, a sinistra, con Teo Mammuccari durante una sua partecipazione ad una trasmissione Mediaset

Prezioso il suo contributo in questa edizione anche fuori dal palco, per aver collaborato con Luciano Libardi nel trovare ed invitare all’evento gli artisti che si sono esibiti in Piazza Roma.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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