Festa del Patrono: La Corrida di Camerano

Piazza gremita, vincono i Noneim che suonano e cantano Portami via di Fabrizio Moro

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Camerano –  Tutta all’insegna del divertimento e del puro piacere d’esibirsi su un palco la serata di ieri in Piazza Roma. Di scena, La Corrida di Camerano, piccoli e grandi artisti allo sbaraglio che cantano, suonano, ballano e raccontano barzellette sulla falsariga di quella più famosa del grande Corrado.

A giudicare i migliori, l’applauso o la disapprovazione del pubblico presente manifestati con maggiore o minore intensità allo scoccare dei due minuti di esibizione, quando il semaforo da rosso diventa verde e libera i giudizi.

Camerano – Pubblico da grandi occasioni per la Corrida 2017

Un pubblico da grandi occasioni quello che ieri sera ha letteralmente invaso Piazza Roma, ma davvero parco di applausi. Capace di esaltarsi solo in due o tre occasioni, per ad arrivare ad una semi abbozzata standing ovation durante l’esibizione validissima di Francesco Nagliero: l’ospite della serata che ha cantato mirabilmente brani di Tiziano Ferro.

Camerano – da sx: il presentatore Simone Bastari, il “maestro” Luciano Libardi e Alice Moriconi

Sul palco, a fare gli onori di casa, accompagnare e gestire il susseguirsi degli artisti in gara la storica band Ten Celebration; il presentatore Simone Bastari; il “maestro” Luciano Libardi; Alice Moriconi (grazie Alice per la gentile collaborazione con chi scrive, ndr.), e il trasformista Giovanni “Gianni” Quintale, capace di passare con disinvoltura dalle sembianze di un orango a quelle umane, attraverso uno pseudo spogliarello che lo ha visto in bermuda leopardate e panza libera.

Camerano – La trasformazione di Giovanni “Gianni” Quintale

Dopo il giuramento iniziale dei concorrenti, che si sono impegnati ad accettare qualsiasi verdetto, seguito da quello del pubblico chiamato ad applaudire o fischiare senza remore, la gara ha avuto inizio.

Quattordici gli artisti grandi e piccoli che si sono alternati e proposti al giudizio popolare (li presentiamo uno a uno in testa all’articolo nella fotogallery). Tutti bravi, anzi, bravissimi, per il solo fatto di aver avuto voglia e coraggio di proporsi.

Camerano – L’ospite d’onore Francesco Nagliero che ha cantato brani di Tiziano Ferro

Un plauso finale lo ribadiamo per l’ospite Francesco Nagliero (da tutti conosciuto come il titolare della gelateria di piazza Roma). Grande vocalità, bel timbro, buona estensione; Francesco potrebbe tranquillamente partecipare ad uno dei tanti Talent in Tv, senza minimamente sfigurare. Ma i cameranesi lo conoscono bene, lui è ormai un habitué della Corrida.

La classifica finale

1° posto: i Noneim con Portami via di Fabrizio Moro

2° posto: Sara Petrella con un pezzo di Adelle

3° posto: Silvia e Giulia con uno sketch di Ale&Franz

Premio fedeltà a Francesco Nagliero

Premio simpatia a Ennio da Macerata

Programma di questa sera:

Lunedì 28/08

  • Ore 17:00 Mercatino dei bambini e giocoleria
  • Ore 18,30 triduo di preghiera
  • Ore 21:00 Testimonial Prof. Paolo Morozzo della Rocca, Comunità di Sant’Egidio di Roma, “Cultura dell’accoglienza e della solidarietà”

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Viviamo il tempo del “minimo sindacale”

Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!


Camerano, 30 luglio 2022 – Il salario minimo sindacale è quella retribuzione fissata per contratto sotto la quale non è possibile andare. A seconda dei punti di vista, una garanzia per il lavoratore che sa di poter contare almeno su quel minimo di stipendio; una scocciatura per il datore di lavoro che sa, pur avendone l’intenzione, che sotto quella soglia minima non può pagare le prestazioni dei suoi dipendenti.

Da qui nasce, per osmosi, nel mondo del lavoro così come in quello della cultura del sociale o della politica, il detto: “fare il minimo sindacale”. Cioè, adoperarsi per introdurre fatica, idee, azioni, decisioni, al minimo delle proprie possibilità o capacità, giusto quel poco necessario a giustificare la propria presenza, il proprio impegno o il proprio ruolo. “Tira a campà”, direbbe Enzo Jannacci.

Ecco, tirare a campare, senza sforzarsi minimamente per fare di più e dare il meglio di sé, rende l’idea dei tempi che stiamo vivendo. In generale, la società del terzo millennio sta tirando a campà. Offre, di sé, il minimo sindacale grazie al quale poter giustificare la propria esistenza. Questo non significa che non ci sia nessuno capace di dare il meglio di sé: qualche imprenditore che si fa un mazzo così e anche di più per provare ad affermarsi; i tanti lavoratori che si fanno lo stesso mazzo per provare con dignità a portare la famiglia a fine mese sono tantissimi.

Concettualmente, però, la sensazione è che i furbetti del minimo sindacale siano piuttosto diffusi. A livello culturale, ad esempio, il decadimento è impressionante. Sono sempre meno quelli che leggono libri, vanno a teatro o al cinema, ascoltano musica classica. I musei vengono visitati in massa ma solo quando l’ingresso è gratuito. Però i concerti in spiaggia di Jovanotti sono sold out. E, a proposito di musica, la qualità della produzione musicale dell’ultimo decennio e forse più è davvero scadente (non lo dico io ma gli specialisti del settore). Non si scrivono più canzoni capaci d’emozionare, tanto che gli autori sono stati invitati ad impegnarsi “oltre il minimo sindacale”.

In politica poi, c’è il peggio del peggio, sia a livello locale sia a livello nazionale. Amministratori, Onorevoli e Senatori, gente che ha scelto di governare un Comune, una Provincia, una Regione, una Nazione, anziché muoversi per far progredire e migliorare lo status quo si accontentano di fare il “minimo sindacale”. Tirano a campà solo per garantirsi la poltrona e, così facendo, anziché migliorarlo lo status quo spesso lo peggiorano. Trovare alibi per loro, in questi ultimi anni, è stato facilissimo: la perdita di potere dei partiti, la mancata crescita economica, la pandemia, l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina, il vaiolo delle scimmie… Ma gli alibi servono a giustificare le sconfitte.

Dopo i tanti governi tecnici, a settembre il popolo tornerà alle urne per eleggere i propri rappresentanti politici i quali, lancia in resta, hanno già iniziato a sciorinare programmi e promesse a tutto spiano. Programmi e promesse che, come succede da circa settant’anni, verranno puntualmente disattesi. I nuovi eletti attueranno, come sempre, il “minimo sindacale” necessario a non essere mandati a casa anzitempo.

Succederà ancora e la colpa sarà mia. Perché continuo a permettere che tutto ciò accada senza far nulla per evitarlo. Perché io, italiano, sono fatto così: purché non mi si rompano le scatole, mi si garantisca l’assistenza sanitaria e la pensione, e mi si faccia pagare poche tasse, sono disposto a fare l’italiano al “minimo sindacale”. Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!

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