Camerano – Festa del Patrono San Giovanni Battista

Le celebrazioni da venerdì 25 a martedì 29 agosto. Tutto il programma

Camerano – Il 29 agosto Camerano festeggia il suo Patrono: San Giovanni Battista. La festa ha origini molto antiche: ci sono notizie di processioni con reliquie del Santo Patrono già nel XVIII secolo.

Organizzata dalla Parrocchia Immacolata Concezione e dal Comune con la collaborazione della Pro loco e delle associazioni – con il patrocinio della Provincia di Ancona – la festa inizia il 25 agosto per concludersi il 29, giorno in cui si ricorda il martirio di San Giovanni Battista con la Messa celebrata dal Cardinale Menichelli.

L’evento, nel corso degli anni, ha assunto anche caratteri folcloristici e culturali, come si può dedurre dal nutrito programma:

XXXVI Edizione Festa del Patrono S.Giovanni Battista

Venerdì 25/08

  • Ore 19,00 Stand gastronomici
  • Ore 20:30 Serata a tema vintage

Sabato 26/08

  • Ore 18,30 Inizio del triduo di preghiera
  • Ore 19,00 Stand gastronomici
  • Ore 19:00 Esibizione: Pizzica in Piazza
  • Ore 22:00 Sfilata in piazza in costumi d’epoca

Domenica 27/08

  • Ore 16:30 Sport in piazza Società sportive Cameranesi
  • Ore 18,30 triduo di preghiera
  • Ore 19:00 Corsa del Mini Vassoio
  • Ore 19:00 apertura Stand Gastronomici
  • Ore 20:30 Ruota della fortuna
  • Ore 21:30 Undicesima edizione della Corrida con la partecipazione dei Ten’s Celebration

Lunedì 28/08

  • Ore 17:00 Mercatino dei bambini e giocoleria
  • Ore 18,30 triduo di preghiera
  • Ore 21:00 Testimonial

Martedì 29/08

  • Ore 10:00 Consegna delle Civiche Benemerenze sala consiliare del Comune
  • Ore 11:00 Celebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinale Edoardo Menichelli
  • Ore 18:30 Contesa del Sacro vassoio con tradizionale tiro al vassoio gigante
  • Ore 19:00 apertura Stand Gastronomici
  • Ore 20:00 Esibizione nuova Banda Musicale di Camerano
  • Ore 22:00 Corsa del Sacro vassoio in notturna
  • Ore 23:00 Premiazioni dei Rioni
  • Ore 23:30 Estrazione della lotteria

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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