1° maggio con le Acli a Camerano

Dopo la Santa Messa officiata da Mons. Angelo Spina verrà assegnato il premio Bruno Regini a don Lamberto Pigini

Camerano, 26 aprile 2021 – Anche quest’anno la necessità di mantenere le distanze per la pandemia non ferma il tradizionale appuntamento delle Acli Marche con la Festa del 1° maggio giunta alla 40esima edizione.

Organizzata grazie alla collaborazione delle Acli provinciali di Ancona e del Circolo Acli Umbriano di Camerano, l’iniziativa si svolgerà in presenza nel rispetto delle normative anti Covid-19, ma verrà tramessa anche in diretta tv a partire dalle ore 10.30 su E’tv Marche (canale 12 del digitale terreste) e in streaming sul sito e sulla pagina Facebook dell’emittente.

L’Arcivescovo di Ancona-Osimo Mons. Angelo Spina

La Festa inizierà con la Santa Messa celebrata dall’Arcivescovo di Ancona-Osimo Mons. Angelo Spina dalla Parrocchia Immacolata Concezione di Camerano, alla presenza anche dei rappresentanti delle istituzioni e dei dirigenti delle Acli provinciali e regionali.

Al termine i saluti delle autorità e, a seguire, la cerimonia di premiazione della 22ª edizione del premio Bruno Regini – Cultura della solidarietà, il premio assegnato ogni anno a personaggi che si sono distinti in campo regionale per la creazione di una cultura della solidarietà. Quest’anno, il premio sarà consegnato ai familiari del sacerdote don Lamberto Pigini, scomparso lo scorso gennaio all’età di 97 anni.

«Le Acli Marche hanno deciso di consegnare il premio in memoria di don Lamberto Pigini – ha spiegato il presidente regionale Luigi Biagettiin quanto don Lamberto ha rivestito fin dagli anni ʼ60 un ruolo fondamentale nella formazione e nell’occupazione di tanti giovani. Il suo impegno e le sue idee hanno contribuito a far nascere imprese di straordinario successo come la Rainbow, conosciuta in tutto il mondo, e una generazione di stimati lavoratori e imprenditori».

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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