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U.S. Ancona 1905: quando finisce un amore

La sconfitta di ieri sera ad opera del Fano sancisce il divorzio fra i tifosi e la squadra dorica

Ancona – Ieri sera al Del Conero è finito un amore. Nel modo peggiore, con insulti e protervia. Addirittura con l’intervento della polizia in assetto da guerriglia. Un amante costretto fuori dai cancelli e l’altro barricato all’interno dello spogliatoio.

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Da una parte – quella relegata dalle forze dell’ordine dietro ai cancelli – uno stuolo di tifosi inferociti e delusi. Dall’altra – quella chiusa negli spogliatoi a meditare – una squadra di calcio ormai senza carattere e prospettive.

In mezzo, nello spazio antistante l’ingresso carraio dello stadio, poliziotti, carabinieri e guardia di finanza con caschi, manganelli e scudi protettivi. Con i lampeggianti blu dei mezzi militari a illuminare di ghiaccio una scena a cui nessuno avrebbe voluto assistere. E fra loro, stewart, giornalisti, fotografi, addetti alla sicurezza del Del Conero costretti in quello spazio in attesa di sviluppi.

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La polizia, in assetto, controlla la rabbia dei tifosi accalcati al di là del cancello (foto Max Serenelli)

È finita così la storia fra gli ultras della Curva Nord e la squadra dell’U.S. Ancona 1905. Dopo l’ennesima sconfitta consumata sul campo di gioco. Proprio in concomitanza dei 112 anni d’esistenza del club dorico.

Doveva essere la partita del riscatto quella di ieri sera al Del Conero, un Ancona – Fano che non era solo un derby. Doveva essere l’incontro della svolta, quello che avrebbe riportato i dorici un po’ più in alto in classifica, fuori dalle sabbie mobili dei playout. È finita con una sconfitta secca. Uno 0 – 2, subito in casa, che ha fatto traboccare il vaso della sopportabilità da parte della Nord.

Una partita, quella dei tifosi, iniziata male: ritardando di 12 minuti l’ingresso sulle gradinate. Un gesto più che evidente per trasmettere alla squadra un messaggio chiaro: basta, non ne possiamo più, onorate la maglia con un risultato positivo!

Invece, è finita peggio. I tifosi locali hanno abbandonato le gradinate a quindici minuti dalla fine dell’incontro. Non prima di aver gridato a squarciagola: “vergognatevi!” Delusi e traditi da quegli undici amanti abulici, inconsistenti, senza carattere ed idee. Privi anche della voglia di provarci a salvare il salvabile, per dimostrare che seppur con limiti infiniti loro avevano provato a fare tutto ciò che era in loro potere per salvare quell’amore traballante.

Una reazione che non c’è stata. Una maglia non onorata. E nei quindici minuti finali della partita al Del Conero s’è consumato un piccolo dramma calcistico. Gli ultras se ne vanno e lasciano in curva un fuoco che brucia (probabilmente, alcuni seggiolini di plastica). E in quelle fiamme bruciano anche le ultime possibilità di riscatto – e di rispetto – di una squadra ormai allo sbando.

Tifosi e società contrattano sulla consegna delle maglie biancorosse (foto Max Serenelli)

Tifosi e società contrattano sulla consegna delle maglie biancorosse (foto Max Serenelli)

Pioveva, ieri sera al Del Conero, ma la pioggia non è riuscita a spegnere quelle fiamme. Consapevoli dell’essenza di quel fuoco sulle gradinate della Nord, i giocatori dorici hanno tentato di salvare se non la maglia, almeno la faccia. Ma nell’area del Fano arrivavano solo palloni calciati alla rinfusa. Il fischio finale dell’arbitro è arrivato a smorzare un dolore diventato ormai insopportabile per tutti: tifosi, giocatori, mister e addetti ai lavori.

Ma non si chiudeva lì. Quando finisce un amore,  lo strazio non ha limiti: i due attori vanno fino in fondo e si fanno a vicenda quanto più male possibile per dirsi che non c’è spazio, ormai, per nessuna conciliazione. Dai tifosi della Nord, fuori dallo stadio, arrivava l’ultima richiesta all’amante traditore: “consegnateci le maglie biancorosse, non siete degni d’indossarle!”

Richiesta che alla fine pare sia stata soddisfatta.