Un iceberg, nella sua parte emersa, mostra solo un settimo della sua struttura. La maggior parte della sua massa si sviluppa sotto il pelo dell’acqua. Resta nascosta alla vista. Non a caso questo spazio prende il nome dai giganti di ghiaccio. Da qui, cercheremo di svelare quella parte sommersa della notizia che spesso si nasconde sotto il pelo dell’indifferenza, della fretta, dell’interesse occulto.

Sisma Marche – Lo sfollato dove lo metto?

Il problema di conciliare l’ospitalità turistica con quella ai terremotati

Tra pochi giorni arriva la primavera. E con il bel tempo, si sa, la gente inizia a pensare alle vacanze estive: “dove porto in vacanza, quest’anno, la famiglia?” Deciso il luogo, ci s’informa sulle distanze da percorrere, sui costi, sui servizi offerti dalla località prescelta, sulle strutture ricettive esistenti…

Sirolo. I bungalow del camping Green Garden che ospitano gli sfollati marchigiani rimasti senza casa a causa del terremoto
Sirolo. I bungalow del camping Green Garden che fino alla fine di novembre hanno ospitato gli sfollati marchigiani rimasti senza casa a causa del terremoto. 

Quelle marchigiane, e sono tantissime, che insistono lungo la costa da Ancona ad Ascoli Piceno, attualmente sono in larga parte occupate dagli sfollati dell’ultimo terremoto. Stiamo parlando di strutture turistiche che si sono prestate ad accogliere migliaia di persone: hotel, alberghi, campeggi, villaggi…

Stiamo parlando di strutture turistiche che solitamente lavorano con i turisti, non certo con gli sfollati da un terremoto. E con la bella stagione alle porte, il problema si pone in modo pressante: “se arrivano i turisti, dove li mettiamo gli sfollati?” si sta chiedendo più di un operatore del settore.

L’unità che gestisce la crisi della Regione Marche, ha un accordo con i titolari delle strutture. Per alcune, nel fermano e nel maceratese, il termine ultimo per l’ospitalità ai terremotati è fissato al 30 marzo. Qualcuno ha chiesto ed ottenuto una proroga fino al 30 aprile ma dopo, che succede?

Vero è che a fronte dei 5.400 sfollati che oggi risiedono negli alberghi (dato Ansa del 27 febbraio), la Regione Marche ha ricevuto dagli albergatori una disponibilità di posti pari a 6.500 alloggi. Segno che alla fine ospitare gli sfollati è diventato un affare per loro. «Fino ad ora, gli alberghi hanno incassato oltre 16 milioni di euro» fa sapere l’assessore regionale Moreno Pieroni. Aggiungendo che gli “ospiti del sisma”, come preferisce definirli, continueranno ad essere accolti in strutture ricettive della costa, ma pure dell’entroterra.

L'ex sindaco di Loreto Moreno Pieroni
L’ex sindaco di Loreto, oggi assessore regionale, Moreno Pieroni

Intanto, va detto che nelle Marche le prenotazioni per le future vacanze primaverili ed estive sono crollate vistosamente. Una lagnanza diffusa da parte degli operatori turistici che, se da una parte se ne dolgono, dall’altra non se lo spiegano. O meglio, lo spiegano incolpando una errata informazione data agli utenti (i possibili turisti), su quella che è la realtà post sisma in regione.

E qui va fatto un distinguo. È vero, il terremoto oltre all’Abruzzo, il Molise e il Lazio, ha colpito anche le Marche. Ma questo non significa che “tutte” le Marche siano state coinvolte. Le centinaia di piccole scosse quotidiane dello sciame sismico che vanno avanti da mesi, non vengono neppure avvertite nella stragrande parte della regione.

Il cratere sismico disegnato per comprendere le zone territorialmente a rischio, espresso graficamente con onde circolari concentriche, finiscono per inglobare nel cerchio più esterno tre quarti di regione, mare compreso. E questo ha ingannato tantissimi turisti che, viste le immagini, hanno pensato ad un territorio compromesso e a rischio che invece a rischio non è.

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Facciamo un esempio. I piccoli Comuni di Monte San Pietrangeli, Torre San Patrizio, Francavilla d’Ete – giusto per citarne tre, ma sono molti di più – sono tutti in provincia di Fermo e distano pochi chilometri dal confine con la provincia di Macerata. Non fanno parte del cratere sismico, ma sono condannati a pagare lo scotto della vicinanza.

In questi e tanti altri Comuni esistono strutture ricettive, per lo più B&B o similari, che hanno visto disdire molte prenotazioni dai turisti preoccupati dalla mala informazione (le foto diffuse con le onde sismiche). Eppure, dal terremoto, non sono stati toccati né hanno subito danni.

«Come glielo spiego – si è sfogato con il giornale uno dei titolari di queste strutture – a quel cliente russo che ha disdetto, che noi non siamo toccati dal problema? Che siamo fuori dal cratere sismico?».

Il problema, non ci sono dubbi, è di enorme portata. E gestirlo e risolverlo per chi ha il compito di farlo, è e sarà un’impresa colossale. In Italia non si era mai verificato prima un evento del genere, aggravato per giunta da eventi atmosferici inimmaginabili che hanno rallentato e peggiorato in alcuni casi gli interventi. Eventi che ci siamo messi alle spalle.

La Commissione ambiente ha presentato una risoluzione, e il Consiglio regionale marchigiano l’ha approvata all’unanimità, che consente l’installazione su aree private di casette o container temporanei e provvisori, da parte di singoli cittadini su terreni di loro proprietà. Da rimuovere una volta terminata l’emergenza. Una deroga alle normative vigenti che la dice lunga sulle tante iniziative messe in campo per uscire dall’emergenza.

Cingoli, il "balcone" delle Marche
Cingoli, il “balcone” delle Marche

Le Marche rischiano un’estate con pochi turisti? Gli albergatori, per salvare la stagione, si accontenteranno dei 25 euro giornalieri che incassano per ogni sfollato ospitato? O decideranno di farne a meno, se le prenotazioni estive dovessero riprendere quota? Una cosa è certa. I marchigiani stanno lavorando nella stessa direzione: riportare la regione alla normalità. Non è la prima volta ma, come dimostrato in passato, ce la faranno. Con l’aiuto e il buon senso di tutti.

Ai nostri lettori, al di là delle chiacchiere, una cosa la vorremmo dire: venite nelle Marche perché quel pericolo paventato non esiste. Una vacanza qui, sia a Pesaro, Fano, Senigallia, Sirolo, Numana, e giù, giù fino a Porto Recanati, Porto San Giorgio, San Benedetto del Tronto, sarà per voi una vacanza serena e indimenticabile.

Parola di chi nelle Marche ci vive e ci lavora ogni giorno.


Un commento alla notizia “Sisma Marche – Lo sfollato dove lo metto?”:

  1. Manila Zanni says:

    Il camping Green Garden di Sirolo non ospita più sfollati dalla fine di novembre,poiché la Protezione Civile li ha spostati in altre strutture.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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