Un iceberg, nella sua parte emersa, mostra solo un settimo della sua struttura. La maggior parte della sua massa si sviluppa sotto il pelo dell’acqua. Resta nascosta alla vista. Non a caso questo spazio prende il nome dai giganti di ghiaccio. Da qui, cercheremo di svelare quella parte sommersa della notizia che spesso si nasconde sotto il pelo dell’indifferenza, della fretta, dell’interesse occulto.

Referendum costituzionale. Risultati del nostro sondaggio: NO 63% SI 31%

L’editoriale. Chiudiamo qui il nostro sondaggio sul referendum costituzionale che andremo a votare il 4 dicembre. Fra quattro giorni esatti.

sondaggio-cover

Lo abbiamo tenuto in piedi quasi due mesi proprio per dare l’opportunità ai nostri lettori di esprimersi attraverso esso. Un’opportunità che a nostro avviso non è stata colta fino in fondo. Chissà, forse qualcuno ha pensato che votando gli registravamo i dati personali. Cosa che, lo abbiamo ripetuto in tutte le salse, non risponde al vero. Chi vota lo fa liberamente senza che il giornale registri nulla.

I risultati li avete visti anche voi, se avete partecipato al voto:

SI: 31,67%

NO: 63,33%

Avevamo aggiunto una terza voce: NON VOTO, poco interessante dal punto di vista statistico per un referendum confirmatario, ma tant’è, l’astensionismo in fondo un peso ce l’ha. I non voto sono stati il 5%.

Confirmatario significa che questo referendum lo vince chi prende anche solo un voto in più rispetto allo schieramento opposto, anche se a votare vanno mille persone. Non esiste quorum e il si vale come si e il no come no. Sembra una stupidaggine ma non è così. Nei passati referendum abrogativi oltre al quorum (occorreva il 50% + 1 degli aventi diritto al voto), il si voleva dire no e viceversa.

Dal nostro sondaggio dunque, piccolo, locale, senza pretese, risulterebbe una vittoria schiacciante dei NO con il doppio delle preferenze accordate ai SI.

Un risultato, proviamo a sbilanciarci, che qui nelle Marche non risponderà al risultato reale che uscirà dalle urne domenica, considerata la grande diffusione che il PD vanta nella gestione dei Comuni.

Staremo a vedere.

 

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi