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Rapporto annuale Banca d’Italia: L’assessore Antonini sottolinea la tenuta dell’economia delle Marche

Tra criticità e rilancio: le misure per il sostegno alle imprese e l'innovazione

Ancona, 19 giugno 2024 – Nella relazione annuale sull’economia delle Marche, l’Ufficio Studi della Banca d’Italia ha presentato un’analisi relativa alla situazione economica della nostra regione nel 2023 e della sua evoluzione rispetto agli anni recenti.

Pur avendo ereditato criticità risalenti agli ultimi decenni, che l’hanno portata all’ormai noto status di regione in transizione già da prima del nostro insediamento, bisogna denotare una sostanziale tenuta del tessuto socio-economico alla quale abbiamo affiancato il lavoro improntato dalla nostra amministrazione, con l’obiettivo di sovvertire la rotta e fornire gli strumenti per il rilancio.

Andrea Maria Antonini Assessore Regione Marche

È importante sottolineare che con la nuova programmazione dei Fondi Europei, avviata di fatto anch’essa nel 2023, è stato messa a punto una terapia d’urto per scuotere e potenziare la nostra realtà produttiva, caratterizzata da forte dinamismo imprenditoriale ma pur sempre caratterizzata dalle piccole e medie dimensioni, che come noto sono state la fascia che più ha risentito delle contingenze nazionali e internazionali.

Come abbiamo evidenziato, la nostra regione ha garantito un ingente cofinanziamento di 130 milioni che ha permesso l’avvio delle misure, con oltre 200 milioni di euro già attivati per i bandi imprese, è stata tra le più veloci in Italia a mettere in campo risorse e strumenti per lo sviluppo e l’innovazione del sistema produttivo: investimenti produttivi, ricerca sviluppo e innovazione, progetti di filiera, accesso al credito e innovazione finanziaria.

Tutto va nella direzione di favorire un rafforzamento strutturale del sistema produttivo.

Le contingenze del periodo storico hanno pesato sulla nostra regione, considerata medio-piccola per il suo numero di abitanti rispetto ad altre regioni, con un maggiore peso della piccola e micro dimensione, che ha fatto più fatica a tenere il passo dell’innovazione tecnologica e della competizione internazionale, una maggiore esposizione a settori con forte sensibilità alla concorrenza estera e alle oscillazioni del mercato, gli shock internazionali, la perifericità rispetto alle aree metropolitane più trainanti, calo demografico e della forza lavoro.

Sappiamo che l’intervento regionale non può, da solo, determinare il cambiamento radicale di questa situazione ma l’attenzione dell’amministrazione è massima a improntare tutti gli strumenti necessari per innescare i giusti meccanismi e processi. Un dato, su tutti, evidenzia la buona tenuta del nostro ecosistema: il dato di disoccupazione nelle Marche è del 5,9%, due punti sotto alla media nazionale che si assesta a 7,9%. Invertire una tendenza complessa necessita di strategie trasversali e durature negli anni e abbiamo motivo di ritenere che non appena i progetti saranno completati e valorizzati dal punto di vista dell’attività economica i frutti di questi interventi presto arriveranno, e potranno contribuire a determinare una svolta nel nostro sistema.

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