Ancona – Conerobus chiude il bilancio 2017 in attivo

Utili per oltre 100 mila euro e 8,7 milioni di patrimonio netto. Più biglietti venduti e maggiori servizi. Papaveri: “Un anno di importanti investimenti: a breve in arrivo nuovi mezzi urbani e extraurbani”

Ancona, 6 giugno 2018 – Conerobus chiude il bilancio 2017 con un utile di 112.181 euro al lordo delle imposte e un patrimonio netto di 8,719 milioni. Dati rilevanti, ai quali si aggiunge l’importante aumento del valore di produzione, che ha raggiunto quota 34,630 milioni, crescendo di 290 mila euro rispetto all’anno precedente.

Una performance più che positiva per la società per la mobilità intercomunale di Ancona,  che nel 2017 ha registrato un consistente incremento delle vendite di abbonamenti e biglietti nell’urbano, per le quali ha incassato 119.135 euro in più rispetto al 2016, e riscosso grande successo con il ricorso alle innovative modalità di pagamento (myCicero e Mobile Ticketing), il cui utilizzo è raddoppiato rispetto all’anno precedente.

Ancona – Un mezzo Conerobus per il servizio extraurbano

Il bilancio è stato approvato dall’assemblea dei soci ed il risultato ha ricevuto grande apprezzamento dall’intera compagine azionaria.

«Siamo molto soddisfatti – commenta il presidente di Conerobus Muzio Papaveriperché nel 2017 abbiamo messo in campo numerosi progetti ed investimenti mirati a consolidare i risultati già conseguiti e a sostenere la strategia di sviluppo della società. In particolare, abbiamo sperimentato con esiti positivi nuove modalità di accesso agli autobus, come le installazioni dei tornelli, e avviato una campana di comunicazione fatta di incontri nelle scuole. Grande attenzione è stata prestata al personale, con percorsi di formazione ed assunzioni, e all’innovazione tecnologica e della flotta. Su questo punto ricordo che sono in arrivo 11 nuovi mezzi per l’extraurbano, mentre fra settembre e ottobre saranno disponibili 16 nuovi veicoli che verranno impiegati per le corse urbane».

Muzio Papaveri, presidente Conerobus

Sul piano della gestione ordinaria, Conerobus è riuscita ad abbattere drasticamente i costi di produzione, compensando ampliamente l’incremento delle spese di manutenzione, pari a 341 mila euro, per i mezzi obsoleti in progressiva sostituzione. Tra i risparmi da segnalare, in particolare, la riduzione delle spese per i premi assicurativi per oltre 400mila euro.

Più che positiva la gestione della controllata Conerobus Service, che nel 2017 si è aggiudicata anche il servizio scuolabus per il Comune di Agugliano e che ha avvitato un innovativo progetto per la gestione della mobilità e sosta nell’area degli Ospedali Riuniti di Torrette.

In occasione dell’assemblea che ha approvato il bilancio di Conerobus, il Comune di Ancona ha ribadito che non esiste alcun atto di cessione delle quote dell’azienda a Busitalia. Le scelte riguardanti eventuali partnership saranno effettuate quando la Regione Marche deciderà di attivare la gara per l’affidamento del trasporto pubblico, che è stata  rimandata in seguito alle vicende del terremoto.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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