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Presentazione del libro “Il Segreto del Tenente Giardina” a Loreto

Evento culturale presso il Palazzo Apostolico domenica 14 aprile alle ore 16.00

Loreto, 9 aprile 2024 – La Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa di Loreto è lieta di comunicare che domenica 14 aprile 2024 alle ore 16.00 presso la Sala Pasquale Macchi del Palazzo Apostolico di Loreto, verrà presentato il libro di Giovanni Grasso Il Segreto del Tenente Giardina.

L’autore è Consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Direttore dell’Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica.

Il programma prevede il saluto delle autorità e di S.E. Mons. Fabio Dal Cin, l’introduzione del Prof. Gerardo Villanacci, gli interventi del Prof. John Mc Court, Rettore dell’Università di Macerata e della Prof.ssa Marta Cerioni, docente dell’UNIVPM.

È prevista la lettura di alcuni brani del libro da parte di Luca Violini e Giulia Bellucci e le conclusioni dell’autore Giovanni Grasso.

La presentazione del libro Il Segreto del Tenente Giardina si pone nel contesto della via della bellezza che il Santuario della Santa Casa di Loreto sta promuovendo con momenti di riflessione su ciò che incanta il cuore e apre orizzonti di speranza.

«Nel romanzo del dott. Grasso incontriamo vite di uomini che si incrociano nell’evento drammatico della Prima guerra mondiale e nei loro discendenti. Storie cariche di affetti, di sogni, di drammi che toccano temi esistenziali: la coscienza, la pace, il perdono, la malattia, l’odio, l’amore, la guerra». commenta Mons. Fabio Dal Cin.

La Santa Casa custodisce il desiderio di pace di ogni cuore e di ogni famiglia; pace intesa come shalom, ovvero lo stato d’animo di chi è in armonia con sé stesso e con gli uomini. Un modo nuovo di rapportarsi con Dio e i propri simili appellandosi alla pace.

«Non so, chiunque tu sia che leggi questa lettera, quale sarà il tuo giudizio sull’intera vicenda e su di me, che sono palesemente e volontariamente venuto meno ai miei doveri di ufficiale e di soldato, ma non a quelli di uomo e di cristiano. E, in fondo, del tuo giudizio postumo non mi interessa nulla. Ho avuto tutta la vita per rifletterci: non mi sono mai pentito. Ho fatto quello che la mia coscienza mi imponeva di fare. E, con la coscienza a posto, mi presenterò, quando sarà, al cospetto del buon Dio, che è un Dio di misericordia e di perdono».

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