Osimo – Il nuovo presidente dell’Istituto Campana? Scommettiamo su Giampiero Solari

Il famoso regista, drammaturgo ed ex assessore alla Cultura della Regione, nominato nel Cda dell’Istituto culturale osimano

Osimo – Nuova nomina all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Campana. Tra i banchi dell’autorevole istituzione osimana approda Giampiero Solari, regista, drammaturgo, autore televisivo, ex assessore alla cultura della regione Marche, oggi direttore della scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano e consulente artistico di Sky.

Giampiero Solari
Giampiero Solari

Attualmente residente a Pesaro, nato a Lima da madre peruviana e padre ligure, Solari ha consacrato fin da giovanissimo la sua vita al teatro, approdando in Italia nel 1977 nelle vesti di allievo regista alla Civica Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Nel 1981 fonda la compagnia Te-Atro e ricopre per la prima volta l’incarico di insegnante di recitazione e regia presso la Paolo Grassi.

Dal 1998 è direttore artistico del Teatro Stabile delle Marche per il quale firma produzioni di successo che coinvolgono attori del calibro di Remo Girone e Giorgio Panariello. Passando dal varietà a Molière, dalla musica all’ambiente della moda, Solari ha curato decine di spettacoli di successo nazionale e internazionale. Tra i suoi ultimi lavori, “Performance”, lo spettacolo teatrale con Virginia Raffaele attualmente in tournée in tutta Italia, andato in scena alle Muse di Ancona dal 15 al 18 dicembre.

Nel 2007 Solari ha curato l'allestimento dell'Aida messa in scena all'arena di Verona
Nel 2007 Solari ha curato l’allestimento dell’Aida andata in scena all’arena di Verona

Nel piccolo schermo ha ideato e curato programmi per la Rai oltre che per Sky. Ha lavorato con Gianni Morandi, Pavarotti, Celentano, Renato Zero, Fiorello, Laura Pausini. È stato direttore artistico del talent musicale X Factor.

Una figura di rilievo, insomma, quella prescelta dall’Istituto Campana di Osimo. Entusiasta il sindaco Pugnaloni, che inserisce la nuova nomina all’interno di un chiaro progetto di promozione artistica e culturale della città: «Da Solari ci attendiamo un prezioso contributo di idee e di relazioni che rafforzino la vocazione turistica di Osimo quale centro moderno e dinamico – ha commentato il primo cittadino – Dopo il grande successo del 2016 l’istituto Campana, in collaborazione con il Comune, si appresta a pianificare un programma culturale con eventi e personaggi di chiara fama internazionale».

vedi allegato
L’ex presidente Orsetti, il ministro Franceschini, il sindaco Pugnaloni e l’on. Polenta, premiato lo scorso giugno per i vent’anni trascorsi alla guida dell’Istituto Campana

Tuttora vacante, invece, il posto di presidente dell’Istituto, dopo le dimissioni presentate da Raimondo Orsetti il mese scorso allo scopo preventivo di evitare possibili conflitti di interesse tra l’incarico  ricoperto al Campana e il suo ruolo di dirigente regionale. La nomina verrà definita a breve dal Consiglio di Amministrazione, che dovrà scegliere il nuovo presidente tra i suoi membri.

E  il nome prescelto pare sarà proprio quello del nuovo arrivato Giampiero Solari.

 


Un commento alla notizia “Osimo – Il nuovo presidente dell’Istituto Campana? Scommettiamo su Giampiero Solari”:

  1. marco says:

    .. Solari che poi pare non essersi mai presentato. bella nomina..

Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi