Osimo – I sogni dei bambini sono il motore del mondo

Torna Specchi Sonori con “Il Foyer dei Piccolissimi” alla Nuova Fenice

Osimo – I sogni dei bambini sono il motore del mondo, ma per permettere ai bambini di sognare è necessario che a farlo siano per primi gli adulti. Ne sanno qualcosa Marianna de Leoni e Claudio Rovagna, sognatori di professione nonché ideatori de “La scena dei piccoli”, un programma di teatro interamente dedicato ai bambini. Quando Corriere del Conero si è occupato per la prima volta delle attività di Specchi Sonori – l’associazione gestita dalla coppia –, il primo progetto che Claudio aveva messo in luce tra le iniziative in cantiere riguardava una forma tutta nuova di teatro rivolta alla fascia di età zero-cinque anni.

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A distanza di due mesi esatti da quell’incontro, come promesso, ecco entrare in scena “Il Foyer dei Piccolissimi”, uno spettacolo in miniatura che fonde insieme parole, immagini e musica, dando vita ad  uno spazio magico in cui osservare, ascoltare, giocare. Un teatro ancora prima di entrare a teatro – un vero e proprio foyer, insomma – che al turbinio degli stimoli e alla velocità della vita quotidiana oppone un ambiente raccolto e morbido in cui i bambini possono muoversi in estrema libertà seguendo ciascuno il proprio ritmo e condividendo, insieme agli altri piccoli protagonisti, un’esperienza sensoriale completa.

L’appuntamento inaugurale è fissato per domani, venerdì 23 dicembre dalle 17 alle 19, all’interno della suggestiva cornice del Cantinone, in via Fonte Magna. Una location solo provvisoria che sostituisce quella che sarà la base in pianta stabile della nuova rassegna, ovvero il foyer de La Nuova Fenice. Le future rappresentazioni, inoltre, si svolgeranno nelle giornate di sabato e domenica, mentre la data della prima è stata anticipata per via della concomitanza con le festività natalizie.

La compagnia Teatro dell'Orsa di Reggio Emilia fra i collaboratori del Foyer dei piccolissimi
La compagnia Teatro dell’Orsa di Reggio Emilia fra i collaboratori del Foyer dei piccolissimi

“Racconti di Natale” è – non a caso – il titolo dell’evento di domani pomeriggio. Uno spettacolo che, a dir la verità, non avrà i tratti di una rappresentazione canonica: ci sarà una narrazione, sì, una storia o anche più di una a far da cornice alla scenografia, ma non sarà necessario prestargli la massima attenzione. Ad avere la priorità sulla trama, infatti, saranno le sensazioni e le emozioni dei bambini. Ciascuno di loro potrà vivere l’esperienza teatrale – un teatro diluito, da assaporare e gustare con lentezza –  in totale autonomia: sarà possibile interagire con i personaggi, toccare gli oggetti di scena, spostarsi liberamente, entrare e uscire più volte dagli spazi, ma anche rimanere aggrappati al collo dei propri genitori e godersi la magia da lassù, dove i più piccoli tra i piccolissimi si sentono maggiormente al sicuro.

Un esperimento artistico ed educativo presentato per la prima volta a Osimo che mira a coinvolgere in maniera accattivante ed inedita un pubblico decisamente insolito. Nei primi mesi del 2017 verrà avviata una vera e propria rassegna con proposte specifiche, in collaborazione con compagnie provenienti da tutta Italia, come quella del Teatro dell’Orsa di Reggio Emilia, impegnata da anni in progetti di respiro europeo diretti anche ai bambini al di sotto dei cinque anni.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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