La Osimo Servizi sfratta il museo del Figurino Storico

Liste Civiche e M5s chiedono al sindaco una nuova casa per i soldatini

Osimo – Giù le mani dalla Civica Galleria del Figurino Storico! Monta la protesta in difesa dell’attività del museo di via Fonte Magna inaugurato nel dicembre 2011 e ora costretto a chiudere i battenti.

 

Uno scorcio delle ricostruzioni storiche esposte nella galleria
Uno scorcio delle ricostruzioni storiche esposte nella galleria

Frutto di una collaborazione tra l’associazione Tavola Rotonda e l’assessorato alla Cultura, il museo era nato come progetto didattico capace di far conoscere la storia attraverso uno strumento inedito ai più: il figurino, ovvero il caro vecchio soldatino, conservato oggi come mero oggetto da collezione.

Incastonata nel cuore delle antiche mura osimane, a due passi dall’ufficio turistico e dalle grotte del Cantinone, la galleria ha sfoggiato negli anni un considerevole ventaglio di modellini, stampe e plastici raffiguranti gli snodi principali della storia mondiale, partendo dai popoli antichi fino ad arrivare alle guerre mondiali.

La storia romana raccontata con l'ausilio dei soldatini
La storia romana raccontata con l’ausilio dei soldatini

Pensata in modo particolare per le scuole, l’esposizione ha raccolto numerosi consensi anche fra i turisti:  «Grazie per aver trasformato una visita di passaggio in una lezione di storia» il commento lasciato da un visitatore di Verbania nel libro-registro affisso all’ingresso dello stabile. Oltre ad essersi fatta promotrice di iniziative culturali di vario tipo, dalle conferenze alle mostre fotografiche.

Dal primo febbraio, però, ai volontari della galleria è toccato riporre figurini e cartonati in scatoloni da trasloco e abbandonare la storica sede. Sfrattati dalla Osimo Servizi, proprietaria dell’immobile, che lì trasferirà i propri uffici.

«Non chiudiamo per la scarsa affluenza, al contrario. Addirittura, siamo stati costretti a disdire prenotazioni di scuole che dovevano venire a visitare il museo. Speriamo non sia un addio ma un arrivederci» hanno commentato i membri dell’associazione. Già mobilitati per trovare una nuova sistemazione al museo anche in assenza di finanziamenti.

La riproduzione del Santuario di Campocavallo
La riproduzione del Santuario di Campocavallo

Il lavoro degli allestitori della galleria, infatti, è sempre stato a titolo di volontariato, tanto che negli ultimi anni l’apertura dell’esposizione era stata limitata – salvo prenotazioni di scolaresche – solo al sabato pomeriggio e all’intera giornata della domenica.

A difesa del museo cittadino sono intervenute le Liste Civiche e il Movimento Cinque Stelle: la richiesta inoltrata al primo cittadino è quella di trovare una nuova sede che sia altrettanto fruibile e alla portata dei turisti, e che sia in grado di ospitare le numerose opere. Tra queste, una riproduzione del Santuario di Campocavallo che potrebbe essere trasferita, su richiesta inoltrata all’amministrazione dagli stessi gestori del museo, all’interno della sala dei messi comunali. Uno spazio fruibile da tutti: cittadini osimani e visitatori in genere.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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