L’Amministrazione al lavoro per valorizzare il Museo Antiquarium

Peter Aufreiter, direttore della Galleria Nazionale delle Marche, ha visitato la struttura

Numana – Il locale Museo Antiquarium contiene numerosi reperti dell’archeologia Picena unici al mondo, tra i quali una parte del ricco corredo della cosiddetta tomba della Regina. Da quando è stato dichiarato Polo museale regionale, l’attuale Amministrazione lo vuole valorizzare considerandolo a ragione un centro di eccellenza.

Numana – Il sindaco Tombolini con, al centro, il direttore Peter Aufreiter e la dottoressa Nicoletta Frapiccini

Per questo motivo, accolto dal sindaco Tombolini,  ieri il direttore della Galleria Nazionale delle Marche, dottor Peter Aufreiter, ha fatto visita all’Antiquarium accompagnato dalla dottoressa Clorinda Petraglia, docente dell’Università di Urbino e dirigente del Ministero dei Beni Culturali, e dalla dottoressa Nicoletta Frapiccini direttore del Museo Archeologico delle Marche.

Dopo la visita, si è svolto un incontro presso la sede comunale. Argomento principale il rilancio turistico del Polo museale numanese, anche e soprattutto in vista dell’imminente ed importante ristrutturazione del palazzo che ospita il museo di proprietà comunale.

La ristrutturazione verrà realizzata con i fondi europei concessi a Numana per il tramite della Regione Marche, destinati alla valorizzazione dei luoghi e dei percorsi della civiltà picena.

Il sindaco Tombolini si è detto molto soddisfatto dell’incontro, sia per le idee e i progetti che ne sono scaturiti, sia per la fattiva collaborazione dimostrata dal dott. Aufreiter e dai suoi colleghi intervenuti.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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