“Torino Film Festival”, le proiezioni iniziano oggi, sabato 19

In città star del calibro di Salvatores, Sorrentino, Bolle, Moretti, Scamarcio, Sandler…

Torino. Tra vapori metropolitani e i palazzi della città, vaga un uomo che ricorda l’Harrison Ford di Blade Runner. Poi, entra nel museo del cinema, dentro la Mole Antonelliana, e ammira il panorama della città, tra gli scarichi dei camini delle industrie, fari puntati nel cielo e navicelle spaziali.

Per entrare nello spirito della 34esima edizione del Torino Film festival, al via oggi, sabato, occorre partire dal suo spot, dedicato alle cose che verranno. Sul cielo di Torino sfrecciano astronavi che illustrano “La terra vista dal cinema”.

Un momento della conferenza stampa di presentazione
Un momento della conferenza stampa di presentazione della 34esima edizione del Torino Film Festival

La manifestazione, mai come quest’anno, vede protagonista la città. Dall’auditorium del Lingotto, disegnato da Renzo Piano, che ieri sera, venerdì, ha ospitato la cerimonia inaugurale;  al quartiere di San Salvario, quartiere della movida, che ospiterà in chiusura, la notte bianca del punk. Si passa anche dal grattacielo di Intesa San Paolo, agli hotel, come il Principi di Piemonte, che farà da palco per il premio Cabiria.

Nel complesso, questa 34 esima edizione è costituita da 158 lungometraggi, 17 mediometraggi e 38 cortometraggi. Tra questi, 43 sono anteprime mondiali, 25 internazionali, 8 europee e 73 anteprime italiane.

Si aprirà oggi al’auditorium Giovanni Agnelli con il film “Between us” di Rafael Palacio Illingworth, con Olivia Thirlby, Ben Feldman e un cameo di Peter Bogdanovich; per chiudere al cinema Reposi con Free fire, di Ben Wheatley, con Brie Larson, Cillian Murphy, Arnie Hammer.

In città sono tante le star presenti: da Gabriele Salvatores a Paolo Sorrentino, Roberto Bolle, Nanni Moretti, Riccardo Scamarcio, Logan Sandler…

Conferenza stampa del TFF al cinema Massimo
Conferenza stampa del TFF al cinema Massimo: il ciak in mano ai giovani registi

La principale sezione competitiva del festival, riservata ad autori alla prima, seconda o terza opera, presenta quindici film realizzati nel 2016, inediti in Italia. I paesi rappresentati sono: Argentina, Austria, Belgio, Cambogia, Canada, Cile, Cina, Francia, Germania, Italia, Messico, Serbia, UK, Stati Uniti.

Come sempre incentrata sul cinema “giovane”, la selezione dei film in concorso si rivolge alla ricerca e alla scoperta di talenti innovativi, che esprimono le migliori tendenze del cinema indipendente internazionale. Nel corso degli anni sono stati premiati autori ai loro inizi come: Tsai Ming-liang, David Gordon Green, Chen Kaige, Lisandro Alonso, Pietro Marcello, Debra Granik, Alessandro Piva, Pablo Larraín, Damien Chazelle. Un cinema “del futuro”, rappresentativo di generi, linguaggi e tendenze.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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