Sabato 19 e domenica 20 novembre “Sinapsi” all’Accademia56 Ancona

Sinapsi performance, regia di Tiziana Marsili Tosto con Romina Antonelli e Oscar Genovese

Ancona. Accademia56, nuovo spazio dedicato al teatro in quartiere Palombare ad Ancona, ospita sabato 19 e domenica 20 novembre alle ore 21.30 la performance Sinapsi. Lavoro sulle libere associazioni di pensieri, desideri, sogni, riflessioni, intuizioni in flusso spontaneo.

La scena è scarna, teatro di un mondo interiore in cui si sovrappongono presente, passato, futuro. Un uomo solo segue ed esegue il suo schema quotidiano, e basta una canzone, quella canzone, a spalancare un paesaggio interiore popolato da presenze e ricordi. Ciò che siamo e ciò che avremmo voluto essere, ciò che siamo stati e l’incognita di chi saremo: tutto nello spazio e nel tempo di una performance tanto spartana nell’allestimento quanto densa e variegata sul piano empatico ed emotivo.

In foto
foto di scena: Romina Antonelli e Oscar Genovese (foto Mary Della Giovanna)

Un incontro coraggioso e dolente con la consapevolezza. La performance è focalizzata sul vissuto fisico delle emozioni, e le rare parole esprimono l’interiorità se non a tratti, a momenti, nei rari sprazzi di lucidità. Performer: Oscar Genovese attore autore e regista teatrale e televisivo; Romina Antonelli, attrice comica del duo Le Perfide, autrice teatrale e radiofonica. Tiziana Marsili Tosto è attrice, regista, insegnante e operatrice culturale.

Un primo studio di Sinapsi ha debuttato con successo al festival Ad Arte di Calcata (VT). Le foto di scena sono di Mary Della Giovanna.

Posti limitati: prenotazione consigliata info tel. 071.9988406 – 347.15533622

 

Redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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