Montecosaro – Bando ʽAlloggiando 2021’ per tre residenze artistiche

Progetto di danza a sostegno dello spettacolo dal vivo. Invio candidature entro il 30 maggio 2021

Montecosaro (MC), 30 marzo 2021 – È aperto il bando per la selezione di tre residenze artistiche al Teatro delle Logge di  Montecosaro. Viene prevista una restituzione all’interno del cartellone del Festival “Alloggiando Art Fest” 2021 di Montecosaro, tra i Borghi più belli d’Italia, dal 15 settembre al 15 ottobre 2021.

Il bando completo è scaricabile sul sito www.huntcdc.com

Possono partecipare artisti singoli o compagnie nazionali. Una residenza sarà riservata in particolare ad artisti marchigiani. La direzione artistica composta dal danzatore e coreografo Giorgio Rossi – Sosta Palmizi, da Hunt Compagnia Danza Contemporanea e dalla scenografa Laura Perini, opererà una selezione delle domande ricevute secondo criteri di rilevanza, valore e varietà artistica, entro il 30 luglio 2021.

“Il Festival  ideato da Hunt Cdc con il sostegno del Comune di Montecosaro e in partnership con il Comune di Ancona, vuole rilanciare i processi creativi e di produzione e circuitazione coreutica, sostenendo con azioni concrete il ruolo della cultura in un momento di grave crisi.”, spiega Hunt Cdc.


per info:

  • alloggiandohuntcdc@gmail.com
  • huntcdcontemporanea@gmail.com
  • www.huntcdc.com
  • Direzione Artistica –  Giosy Sampaolo 339/5008195 
  • Direzione Tecnica –  Elisa Ricagni  339/7567768

 

redazionale

© riproduzione riservata 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo