Macerata: primo festival Pop Filosofia del Diritto e del Crimine

Una due giorni, venerdì 10 e sabato 11 novembre, presso l’auditorium Svoboda e il Teatro Lauro Rossi

Il Comune di Macerata ospita, venerdì 10 e sabato 11 novembre, il primo festival nazionale interamente dedicato alla “Pop Filosofia del Diritto e del Crimine”. Incontri filosofici, dibattiti giuridici, proiezioni cinematografiche e spettacoli musicali che il Comune organizza insieme all’Associazione Popsophia, alla Camera Penale di Macerata, al Comitato per le Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Macerata. Partner eccezionali il Consiglio Nazionale Forense e il suo quotidiano “Il Dubbio” e l’Unione Camere Penali Italiane.

I fenomeni della cultura di massa – letteratura, cinema, fiction, musica, social media – incontrano le tematiche del diritto, del crimine e della giustizia. Dal pomeriggio a notte inoltrata, il festival animerà l’auditorium Svoboda dell’Accademia delle Belle Arti e il bellissimo palcoscenico del Teatro Lauro Rossi con avvocati, giuristi, filosofi, giornalisti e artisti che si alterneranno in video-conferenze e spettacoli dal vivo alla ricerca di nuove contaminazioni e provocazioni culturali.

«Entra nella programmazione degli eventi del Comune di Macerata un appuntamento che si connota di colori interessanti – afferma il sindaco Romano Carancini –  e che amplia l’offerta culturale della città: Philodiritto rappresenta, infatti, una nuova opportunità di incontro tra la cultura del mondo contemporaneo e i temi del diritto e della giustizia, discipline che vantano una tradizione secolare a Macerata. Interessante l’aspetto formativo dell’iniziativa che mette in sinergia professioni e linguaggi diversi e complementari».

Il Presidente della Camera Penale di Macerata, Renato Coltorti, sottolinea gli aspetti formativi del progetto: «Philodiritto è un’occasione culturale e formativa unica nel panorama nazionale, che connette la nostra professione con la cultura del mondo contemporaneo. Sono i fenomeni della cultura popolare, infatti, che incidono maggiormente nel dibattito pubblico e nell’immaginario collettivo intorno ai temi giuridici di massima attualità».”.

Soddisfatta anche la Presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Macerata, Cinzia Maroni: «Philodiritto propone un approccio nuovo ed originale anche alle tematiche della uguaglianza/differenza tra i generi oltre che a quelle della violenza nei confronti delle donne. Le fiction e il cinema sono spesso più avanti della realtà e prospettano equilibri inimmaginabili nella società attuale».

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«I campi del diritto e della filosofia entrano in dialogo con il linguaggio cinematografico, televisivo e massmediatico – aggiunge Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di Popsophia – Il festival si propone di decodificare, smontare e comprendere le tematiche giuridiche del nuovo millennio, dal legal drama al processo mediatico».

Philodiritto mette in sinergia competenze professionali e immaginario di massa, un approccio indispensabile per la formazione degli avvocati e degli insegnanti. La frequenza al festival, infatti, è valida ai fini della formazione forense (5 crediti per ciascuna giornata) ed è riconosciuta dall’Ufficio Scolastico Regionale come aggiornamento per i docenti (20 ore complessive).

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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