Jesi. Federico II° di Svevia incassa 200mila euro dalla Regione Marche

Soldi finalizzati al progetto museale sul grande imperatore. Soddisfatto Enzo Giancarli del PD

Jesi. Il progetto di realizzazione a Jesi di un museo multimediale dedicato a Federico II di Svevia potrà contare per quest’anno su un finanziamento di duecentomila euro da parte della Regione Marche, grazie ad un’azione collegata ai fondi europei del Por Fesr, nell’ambito di valorizzazione e di messa in rete dei musei marchigiani. Ad annunciarlo è il consigliere regionale PD, Enzo Giancarli, dopo la risposta alla sua interrogazione fornita dall’assessore regionale alla Cultura e al Turismo, Moreno Pieroni, nell’ultima seduta dell’Assemblea legislativa.

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«Mi fa piacere e non sono sorpreso che l’assessore abbia colto il valore di questo progetto e della grande figura di Federico II, nato a Jesi nel 1194 e a cui tutte le Marche sono storicamente legate – dice soddisfatto Giancarli – Dopo il contributo di centomila euro avuto nel 2015, i duecentomila euro che la Regione inserirà nel bilancio di previsione 2016 è fondamentale per raggiungere l’obiettivo di un museo multimediale dedicato al famoso imperatore».

Il progetto, presentato dalla Fondazione Federico II Stupor Mundi, a cui partecipano finanziariamente anche Comune di Jesi, Regione Marche e Fondazione Marche, è – come ricorda Giancarli nella sua interrogazione – in fase di avanzata esecuzione.

Il consigliere regionale del PD Enzo Giancarli
Il consigliere regionale del PD Enzo Giancarli

«La creazione di questo museo – evidenzia il consigliere – ha attivato anche un circolo virtuoso di promozione non solo dello stesso, ma della città di Jesi che lo ospita e dell’intero territorio marchigiano: la Fondazione Pergolesi Spontini ha incardinato l’edizione 2016 del proprio Festival proprio sull’albero genealogico di Federico II, con tanto di campagna nazionale con protagonisti quattro celebri jesini doc: Elisa Di Francisca, Roberto Mancini, Giovanna Trillini e Valentina Vezzali».

«Federico II – conclude Giancarli – è da tutti riconosciuto come un genio diviso fra tanti Paesi, tante culture, rivolto alla costruzione e alla comprensione dell’universale. Un personaggio unico nella storia d’Occidente: il suo sogno di dominio universale non era basato solo sulla forza, ma anche sul dialogo tra mondi differenti e sulla capacità di accogliere civiltà, storie, lingue, culture. Ed è questa la grande attualità della figura di Federico II, quella che il museo si propone di valorizzare».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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