‘Fuga dall’Egitto’, incontri ad Ancona, Pesaro, Macerata

Dal 9 all’11 gennaio tre appuntamenti con l’autrice Azzurra Meringolo Scarfoglio

Venerdì 10 Gennaio, ad Ancona, presso la libreria Fogola, Corso G. Mazzini 170, ore 18,30. Amnesty International Marche presenta il libro Fuga dall’Egitto di Azzurra Meringolo Scarfoglio.  Dialoga con l’autrice Arianna Burdo di Amnesty International, interviene Asmae Dachan, giornalista.
Il libro è patrocinato da Amnesty International Sezione Italiana.

Non sai neanche come salutarli, due bambini cosi piccoli che osservi nel buio della notte mentre sognano gli eroi e le eroine delle fiabe che racconti loro di giorno. Fa male dire loro che alla fine vissero tutti felici e contenti, sapendo di mentire”, racconta Nancy Okail, attivista egiziana condannata a cinque anni di carcere nel giugno del 2014, nell’ambito del processo contro le Ong, che ha portato alla condanna di 43 attivisti, con l’accusa di aver ricevuto fondi illegali, aver lavorato per istituzioni fuori legge e aver sostenuto l’opposizione al governo e le sue poche organizzazioni di protesta.

Nancy – che per anni si è firmata come accusata numero 34 e la cui storia è raccontata dalla giornalista Azzurra Meringolo Scarfoglio nell’inchiesta-reportage dal titolo Fuga dall’Egitto. Inchiesta sulla diaspora del dopo-golpe, non ha scontato alcun giorno di carcere, ma la sua “punizione”, condivisa con gli altri imputati, è diventata un esilio forzato che ancora permane, nonostante la piena assoluzione arrivata nel dicembre 2018.

I nuovi esuli egiziani intervistati dall’autrice sono dispersi nel mondo per sfuggire al carcere, a sommari processi di massa, a tentativi di cooptazione, alla censura di chi non voleva che raccontassero – ad esempio – dettagli scomodi sulla tragica fine di Giulio Regeni. Per alcuni l’esilio è arrivato dopo lunghi periodi di detenzione, segnati da torture fisiche e psicologiche.

Per approfondire su questo tema segnaliamo, oltre Ancona, gli altri incontri organizzati sempre in collaborazione con Amnesty International Marche:

– giovedì 9 gennaio, PESARO, presso la libreria Il Catalogo, Via Castelfidardo 60, ore 18,00. Dialoga con l’autrice Paola Moresco;
– sabato 11 gennaio, MACERATA, presso Tipico Tips, Piazza della Libertà 18, ore 17,00. Dialoga con l’autrice Paolo Pignocchi, letture a cura di Cinzia Traballoni.

Azzurra Meringolo Scarfoglio

L’autrice

Azzurra Meringolo Scarfoglio è giornalista della redazione esteri del Giornale Radio Rai. Ha vissuto in Egitto prima e dopo la rivoluzione del 2011, durante il suo dottorato di ricerca. Da lì ha scritto “I ragazzi di piazza Tahrir” (premio di scrittura Indro Montanelli), al quale ha dedicato il suo blog. Ha vinto il premio giornalistico Ivan Bonfanti (2012), il premio Maria Grazia Cutuli (2013) e il Franco Cuomo International Award (2014). Nel 2016 ha pubblicato “Il sogno antiamericano”. Ha trascorso gli ultimi dieci anni tra Medio Oriente, Stati Uniti e Italia, lavorando come ricercatrice all’interno dell’area Mediterraneo e Medio Oriente dell’Istituto Affari Internazionali. È docente a contratto all’Università Roma Tre e al Master in Economia e Istituzioni dei Paesi Islamici della Luiss. È membro del comitato scientifico di WIIS Italy, di cui è fondatrice. Fa parte del German Marshall Fund Alumni Leadership Council. Su Twitter: @ragazzitahrir

 

redazionale

 

 

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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