Famelab Ancona: ecco i vincitori del talent show della scienza

All’Univpm, primo posto a Marco Luciani, seconda Giulia Merli. Disputeranno la selezione nazionale a Catania

Ancona, 27 aprile 2021 – Tre minuti e una manciata di parole per comunicare al pubblico un argomento scientifico e appassionarlo. Per il nono anno consecutivo l’Università Politecnica delle Marche ha ospitato la tappa di Ancona del talent show della comunicazione scientifica, “Famelab”.

Elvira Antonucci, Carolina Candelise, Giulia Cipolletta, Gianmatteo Farabolini, Alessia Foglia, Marco Luciani,  Qaisar Magbool, Giulia Merli, Riccardo Monterubbianesi, Marco Moscatelli, Giulia Orilisi e Giulia Pazzaglia, sono i nomi dei 12 partecipanti presenti in aula Magna d’Ateneo. La giuria che ha valutato contenuto, chiarezza e carisma, era composta da Gian Luca Gregori Rettore dell’Univpm, Claudio Pettinari rettore Unicam, Silvia Bianchelli ricercatrice del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente e Chiara Principi dell’ufficio stampa Univpm.

Famelab Ancona – I partecipanti e la giuria

In collegamento gli studenti degli Istituti superiori di Marche, Emilia Romagna e Umbria che hanno votato virtualmente.

«Le ricerche, i progetti, i lavori scientifici non vanno solo riconosciuti e sostenuti ma anche comunicati – afferma il Rettore Prof. Gian Luca Gregori – Dobbiamo, pertanto, proseguire nell’importante sforzo di diffondere i risultati ottenuti sul piano della ricerca, per appassionare nuove menti e favorire l’incremento della percezione della qualità che oggi caratterizza le nostre Università. Con Famelab si evidenzia un concetto fondamentale per la ricerca intesa come bene di tutti, comunicare la scienza significa ‘mettere in comune’ e fare un percorso di crescita condiviso».

I partecipanti sono riusciti ad interessare pubblico e giuria raccontando la vita sommersa e i suoi colori, l’intelligenza artificiale applicata alla moda, gli scarti del ciclo dell’acqua preziosi elementi da recuperare, la ricerca attorno alla cura dei denti e la comunicazione con i pazienti e l’effetto Michelangelo per le terapie di neuroriabilitazione.


I premiati: 

primo posto a Marco Luciani che con “Luna Rossa” ha svelato qualche segreto dell’ingegneria meccanica, secondo posto a Giulia Merli che con un batterio blu verde ci ha permesso di scoprire metodi alternativi per il recupero di metalli preziosi. Terzo classificato Qaisar Maqbool con il suo talk sulle nanotecnologie e sulle opportunità per salvaguardare il nostro pianeta.

I primi due classificati della tappa di Ancona potranno disputare la selezione nazionale a Catania il 18 e 19 giugno prossimi, confrontandosi con i finalisti delle altre selezioni locali. Il vincitore di FameLab Italia affronterà poi i concorrenti provenienti da tutto il mondo nella finale di FameLab International.

Ospiti speciali per questa edizione sono stati gli studenti dell’Istituto Galilei di Jesi che durante la riunione della giuria per decretare i vincitori hanno condiviso alcuni dei progetti che hanno ottenuto un prestigioso riconoscimento europeo al concorso “I giovani e le Scienze”.

La tappa di Ancona è coordinata dall’Univpm in collaborazione con Next, Fosforo e Radio Arancia. Ideato nel 2005 dal Cheltenham Science Festival il talent coinvolge oggi oltre 30 paesi in tutto il mondo e dal 2012 si svolge in Italia grazie alla collaborazione tra Psiquadro, coordinatore nazionale, e British Council Italia, l’ente culturale britannico che ne ha promosso la diffusione a livello globale.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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