Ankon nostra presenta CineGiovani160°

Iniziativa ideata dal presidente Daniele Ballanti rivolta ai giovani per stimolare la riflessione sul valore dell’Unità Nazionale

Ancona, 12 aprile 2021 – È uno dei sette eventi di AnconaMarcheITALIA160°:

  • Presentazione dell’intero progetto,
  • donazione alla Città della targa toponomastica “Scalo Vittorio Emanuele II in sostituzione dei quella attuale illeggibile,
  • CineGiovani160°. Iniziativa per i Giovani,
  • Proposta di apposizione targhe dedicate a tutti i Capo di Stato dell’Italia Unita,
  • Iniziativa benefica per la Fondazione Ospedali Riuniti per malati oncologici e da Covid-19,
  • Convegno sul Risorgimento
  • donazione del Progetto urbanistico Ancona 17 marzo in calendario per il prossimo luglio,

dell’associazione culturale Ankon nostra organizzati per la commemorazione del 160° anniversario dell’Unità d’Italia avvenuta lo scorso 17 marzo. «Abbiamo ottenuto non solo il patrocinio ma anche la gentile ed entusiasta collaborazione attiva della Regione Marche, dei Comuni di Castelfidardo e Falconara Marittima e di Ancos-Confartigianato di Ancona e Pesaro e Urbino – spiega Daniele Ballanti, presidente di Ankon nostra – tutti gli altri patrocini, compreso quello gratuito del Comune di Ancona, sono indicati nella locandina dell’evento».

CineGiovani160° è stata presentata al Direttore Generale dell’Ufficio scolastico regionale delle Marche, il quale, ritenendo ”interessante e lodevole l’iniziativa”, ha invitato gli organizzatori a rivolgersi direttamente agli Istituti scolastici. «Ai Comuni di Ancona, Castelfidardo e Falconara Marittima abbiamo chiesto la possibilità di prevedere nelle rassegne estive la proiezione di un film a tema “Risorgimento e Unità d’Italia” – continua Ballanti – o altre iniziative rivolte in principale modo ai giovani e agli studenti. Il Sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani, e quello di Falconara Marittima, Stefania Signorini, intervenuti con un video messaggio di saluto alla presentazione di AnconaMarcheITALIA160° del 17 marzo Festa dell’Unità d’Italia, hanno accettato assicurando, il primo la proiezione di un film come abbiamo richiesto, il secondo adeguata partecipazione anche con la possibilità di esposizione di cimeli garibaldini con le modalità che saranno illustrate nelle prossime settimane».

Il passo successivo è stato quello di invitare l’associazione Laboratorio Culturale di Ancona a collaborare con una iniziativa rivolta direttamente agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado dell’anconetano. Un progetto che prevede la composizione di elaborati nella forma di audiovisivo con tema libero sul Risorgimento e sull’Unità d’Italia, che verranno diffusi attraverso i canali social e web dell’associazione culturale Ankon nostra. le due associazioni, inoltre, hanno chiesto al Comune di Ancona uno spazio pubblico gratuito dove, questa estate, presentare gli elaborati degli studenti. Della richiesta sono stati informati l’assessore regionale all’Istruzione Giorgia Latini, i sindaci Mancinelli, Ascani e Signorini.

Ankon nostra si distingue per essere al momento l’unica Associazione locale che, pur non godendo della concessione di provvidenze pubbliche, a differenza di altre, e con una quota sociale di soli 12,00 euro/anno, pertanto con risorse assai limitate, non solo organizza eventi per i soci ma anche per la cittadinanza intera, promuovendo Ancona e il suo circondario. Idee e progetti portati avanti con spirito di servizio dall’intero Consiglio Direttivo, che spesso non ottengono la giusta considerazione: «Ma noi – conclude Daniele Ballanti – con la solita caparbietà e voglia di fare, apriamo nuove strade e collaborazioni con tutti quelli che condividono il nostro entusiasmo per il nostro territorio, senza dimenticare di organizzare anche attività benefiche a sostegno di chi ha più bisogno».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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