Nati per leggere: lettura animata e musicale in biblioteca per i più piccoli

Due incontri presso la biblioteca comunale “Attilio Brugiamolini”

Loreto. Il Comune, in collaborazione con la Pro loco e la biblioteca comunale “Attilio Brugiamolini” partecipa alla settimana nazionale, “Nati per leggere”, istituita per promuovere la lettura ad alta voce nei bambini in età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni.

L'interno della biblioteca Attilio Brugiamolini
L’interno della biblioteca Attilio Brugiamolini

La settimana ricorre annualmente in concomitanza con la giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che quest’anno cade il 20 novembre.

L’obiettivo principale del progetto è la stimolazione ed il senso di protezione che genera nel bambino il sentire un adulto raccontare storie. Da studi effettuati la tecnica favorisce un apprendimento superiore nell’età scolare, favorendo il bambino verso il linguaggio e la comprensione del testo.

Presso la biblioteca comunale sono previsti due incontri: il primo oggi, mercoledì 16 novembre alle ore 17.30, riguarderà la lettura animata per bambini da 4 a 6 anni a cura di Elena Pigliacampo, lettrice professionista che da oltre dieci anni collabora con scuole, librerie e biblioteche. La lettura animata è l’interpretazione di un racconto in cui la voce si modula secondo il ritmo e l’intercalare del brano letto, con il viso e il corpo che trasmettono messaggi.

Elena Pigliacampo
Elena Pigliacampo all’opera di fronte ad un pubblico giovanissimo

Il secondo appuntamento è per sabato 19 novembre alle ore 17,30, tratterà di lettura e musica per bambini da 6 mesi a 3 anni a cura di Paolo Polverini (Paolo delle bolle), insegnante di musica e gioco presso la civica scuola  di musica Paolo Soprani di Castelfidardo. Lettura e musica è finalizzato allo sviluppo musicale del bambino attraverso l’ascolto e la sperimentazione del proprio corpo e della propria voce intesi come strumenti. Con particolare importanza alla relazione genitore e figlio, attraverso il dialogo sonoro di melodie vocali, giochi ritmici e danze.

Paolo Polverini
Paolo Polverini

Un’iniziativa decisamente interessante per i genitori,  che permette loro di scoprire metodi di insegnamento alternativi e un approccio più costruttivo verso i propri figli. Un modo per abituarli fin da piccoli alla lettura ed alla musica, due pratiche importantissime da non trascurare neanche in questo mondo tutto proteso verso la tecnologia.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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