Loreto – Concerto della Cappella musicale della Santa Casa

Loreto – Questa sera, martedì 20 dicembre ore 21.15 con ingresso libero, avrà luogo presso il Santuario, il tradizionale concerto di Natale dell’Orchestra e Cappella Musicale della Santa Casa, diretta dal M° Padre Giuliano Viabile, con all’organo il M° Mauro Buscarini.

La Cappella musicale nella Basilica della Santa Casa
La Cappella musicale nella Basilica della Santa Casa

Il programma spazia da una lauda del Duecento, attraverso la grande polifonia cinquecentesca, fino alle melodie natalizie più note e recenti:

  • Gloria ‘n cielo                           Laudario di Cortona
  • Verbum caro factum est             H. L. Hassler
  • Adeste fideles                            armonizzazione di D. Bartolucci
  • Christus natus est                      D. Bartolucci
  • Te Deum laudamus                    J. F. Zupan
  • Cantique de Noel                       A. Adam
  • Cantique de J. Racine               G. Fauré
  • Slumber my baby                      arrangiamento di G. Viabile
  • Yoy to the world                        G. F. Haendel  / arrangiamento di G. Viabile
  • Ring Christmas bells                 M. Leontovich / arrangiamento di G. Viabile
  • Tu scendi dalle stelle                S. A. M. Liguori / arrangiamento di G. Viabile

 

Cenni storici sulla Cappella musicale

 

La Cappella musicale della Santa Casa che ha origini lontane e vanno ricercate in quel nucleo di otto cappellani che erano tenuti alla recita dell’ufficio divino, alla celebrazione delle messe con l’obbligo di cantarne almeno una al giorno, secondo la bolla “Licet ex debito” del Papa Sisto IV del 24 novembre 1476.

Con la bolla papale“In Sublimia” del 21 ottobre 1507 Giulio II emana le “Constitutiones Lauretane” con le quali in pratica si danno le  prime disposizioni e regole per costituire  ufficialmente la cappella musicale: i cantori vengono portati a dodici, devono essere di buona famiglia e che sappiano leggere bene e cantare.

La provenienza dei maestri e cantori ci fa capire l’importanza della cappella lauretana. Fra i maestri citiamo Annibale Zoilo, successore del Palestrina alla cappella Lateranense, che lasciò Roma per recarsi a Loreto, così come fecero anche Curzio Mancini, Antonio Cifra e Vincenzo De Grandis. Recentemente va ricordato il compositore cremonese  Remo Volpi.

Padre Viabile
Il M° Padre Giuliano Viabile

Alla direzione della cappella si sono succeduti anche vari maestri stranieri come Michele Francese, Crispino Van Stappen, Giovanni Pionnyer , Giovanni De Belle.

Ad accompagnare il coro ottimi organisti, tra cui il fiammingo Sebastiano Hay ,Ulisse Matthey ed il fratello di Remo, Adamo Volpi, che fu organista della basilica lauretana dal 1937 al 1976.

Fra i cantori spiccano i nomi di Bonci, Concordia e del tenore Capponi, scelto da Giuseppe Verdi per la prima dell’Aida.

Con il Concilio Vaticano II la Cappella Musicale ha perso il suo antico splendore; nel 1987, con l’avvento a Loreto del Maestro P. Giuliano Viabile in qualità di organista del santuario mariano si è ricostituita, con l’intento di animare le celebrazioni liturgiche e di svolgere attività concertistica.

La corale ha tenuto numerosi concerti in Italia, Svizzera, Francia, Germania, Polonia, Grecia, Malta, Ungheria, Ucraina e Lichtenstein, riscuotendo ampi consensi. Ha cantato nella sala Nervi alla presenza di Papa Giovanni Paolo II. Ha inciso un CD e due audiocassette con musiche del proprio maestro. È stata inoltre protagonista nell’esecuzione di due grandi Oratori composti dal direttore della Cappella.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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