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L’arte della narrazione breve

Dieci libri di racconti da leggere assolutamente

Ancona, 31 marzo 2024 – Un aneddoto forse falsamente attribuito a Ernest Hemingway vuole che lo scrittore americano, al bar con gli amici, avrebbe scommesso di riuscire a scrivere un racconto di sole sei parole. Vinse scrivendo: For sale: baby shoes, never worn. Vendesi: scarpe da bambino, mai usate. Ma non sapremo mai se è vero.

Sicuramente autentico, invece, è il racconto dello scrittore guatemalteco Augusto Monterroso: Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì. Considerato, forse a ragione, uno dei più belli, misteriosi e brevi della letteratura universale. Giudicate voi stessi. Sei parole uno, otto l’altro, ma non sono meravigliosi?

L’arte della narrazione breve – Dieci libri di racconti da leggere assolutamente

In Italia purtroppo c’è uno strano pregiudizio che riguarda i racconti: i libri di racconti non vendono, ci si sente sempre dire. Lo dicono gli editori agli scrittori che si azzardano a proporli per la pubblicazione. Lo dicono i librai al lettore che prova a cercarli in libreria e il più delle volte non li trova. La narrativa italiana invece ha una tradizione di scritture brevi assolutamente forte e autorevole, ma sembra non interessi più a nessuno. Chi legge ancora grandissimi scrittori di racconti come Giorgio Manganelli, Tommaso Landolfi o Gianni Celati? Nessuno, appunto. Forse allora non è un caso che il più prestigioso dei premi letterari italiani, lo Strega, è dal 1982 che non premia una raccolta di racconti, quella volta toccò a Sillabario n.2 di Goffredo Parise, oggi considerato, insieme a Sillabario n.1, uno dei libri più belli e importanti del secondo ‘900. Per trovarne un altro bisogna risalire al 1958 quando a vincere lo Strega fu Dino Buzzati con i suoi Sessanta racconti. Dunque, Buzzati nel 1958, Parise ventiquattro anni dopo, nel 1982. Poi più niente. Quella del racconto è un’arte, che in Italia è inspiegabilmente svilita ma che ha prodotto e continua a produrre altissima letteratura in ogni lingua del mondo.

Decisamente diversa, infatti, è la considerazione che riservano i paesi anglosassoni, gli Stati Uniti in particolare, a questo genere letterario, quello della short story. Prendete dei titoli che conoscono tutti: I quarantanove racconti di Ernest Hemingway e Racconti dell’età del jazz di Francis Scott Fitzgerald. Oppure, in tempi più recenti, Nove racconti di J. D. Salinger, Cattedrale di Raymond Carver o Storie di ordinaria follia di Charles Bukowski. Oltreché capolavori assoluti, su questo non si discute, sono anche e soprattutto dei long seller: stampati e ristampati in decine, centinaia, forse migliaia di edizioni. Sono tutti libri di racconti.

Il racconto esiste da sempre e rappresenta la forma di affabulazione più antica, anche del romanzo. Deriva dalla fiaba, dalla novella, dal mito. Leggerli è spesso anche un modo per scoprire storie fuori dai canoni narrativi cui siamo abituati leggendo romanzi. Flannery O’Connor, una delle più grandi scrittrici americane di racconti di sempre, scriveva: «Un buon racconto non deve avere azione meno compiuta di quella di un romanzo. Seppur breve, un racconto deve svilupparsi in profondità e trasmettere una pienezza di significato».

Quelli che proponiamo qui di leggere, al di fuori del mainstream, sono dieci libri di racconti, cinque americani e cinque italiani, più o meno recenti, che non si possono assolutamente mancare.

  • John Cheever I racconti (Feltrinelli);
  • Russell Banks L’angelo sul tetto (Einaudi);
  • Richard Ford Rock springs (U.E. Feltrinelli);
  • Amy Hempel Ragioni per vivere (U.E. Feltrinelli);
  • Tobias Wolff La nostra storia comincia (Einaudi).
  • Gianni Celati Narratori delle pianure (U.E. Feltrinelli);
  • Claudio Piersanti L’amore degli adulti (U.E. Feltrinelli;
  • Giovanni Martini La nostra presenza (Fazi);
  • Michele Mari Tu, sanguinosa infanzia (Einaudi);
  • Antonio Franchini Il vecchio lottatore e altri racconti postemingueiani (NN Editore).

Procurarseli richiederà uno sforzo, è vero. Bisognerà cercarli in libreria, parlarne con il libraio, ordinarli perché non li troverete a scaffale. Non solo, per qualcuno di questi dovrete ricorrere addirittura alle librerie dell’usato.

Solo quando finalmente li avrete tra le mani, leggendoli, vi renderete conto perché ne valeva la pena.

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