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I cameranesi non si meritano la ristrutturazione del Teatro Maratti

Scarsissima affluenza di pubblico e quasi inesistente l’Amministrazione comunale al dibattito messo in piedi dal M5S per discutere sul possibile futuro dell’attuale “magazzino” marattiano

Camerano, 25 gennaio 2020 – Di estremo interesse il dibattito di ieri sera, organizzato dal M5S locale presso la Sala Convegni del Municipio, dove i cameranesi e gli amministratori erano invitati ad una profonda riflessione sul futuro possibile del Teatro Maratti. La storica e gloriosa struttura che insiste in Piazza Roma, testimone e artefice in passato di una vivacità socio/culturale importante, chiusa da decenni e declassata a magazzino per attrezzi e ciarpame vario dalle ultime Amministrazioni.

Lo storico Alberto Recanatini ha ripercorso in modo preciso e puntuale la vita del teatro dalla sua costruzione intorno al 1870 fino ai giorni nostri. Citando nomi, aneddoti e cause che nel tempo hanno fatto la sua fortuna e/o deciso il suo fallimento.

Camerano – Il tavolo dei relatori al dibattito sul Teatro Maratti, da sx: lo storico Alberto Recanatini, il consigliere comunale del M5S Stefano Defendi organizzatore della serata, l’attore Alessandro Ricci

L’attore specializzato in improvvisazione teatrale Alessandro Ricci, a seguire, ha sottolineato l’enorme difficoltà che si riscontra oggi a far vivere e funzionare un piccolo teatro di provincia. Costi di gestione pesanti, incassi insufficienti, quasi nessun contributo pubblico le principali voci che inducono spesso alla chiusura di un teatro.

Da questo quadro è nata poi la discussione con il pubblico, richiesta dal consigliere comunale pentastellato Stefano Defendi che in sostanza ha sollecitato i presenti a domandarsi se davvero a Camerano esiste  la volontà di ristrutturare il Maratti e, se sì, come fare, per farne cosa e dove eventualmente reperire le risorse necessarie.

Ne è venuto fuori un dibattito piuttosto acceso e propositivo alimentato dalle circa venti persone presenti. Una partecipazione ridicola e affatto rappresentativa della comunità. Con la vergognosa e assordante assenza sia del sindaco Annalisa Del Bello sia dell’assessore alla Cultura Ilaria Fioretti. A rappresentare la Giunta comunale c’era solo il vicesindaco Federico Pini, coinvolto sul tema per delega istituzionale e politica.

Camerano – Il pubblico presente al dibattito sul futuro del Teatro Maratti

Su un tema così importante per la vita socio/culturale di Camerano, che con la riapertura del Maratti potrebbe ridare vita e partecipazione ad un centro storico che sta letteralmente morendo d’inedia per mancanza d’idee e di coraggio da parte dei suoi Amministratori, la mancata partecipazione al dibattito di ieri sera da parte di tutti, cittadini compresi, non merita altro se non l’aggettivo vergognoso.

Vergognoso per i politici che governano Camerano, capaci d’inserire fra le priorità della loro campagna elettorale la ristrutturazione del Maratti per poi cassarla dal bilancio definitivamente sei mesi dopo a insediamento avvenuto. Una presa in giro colossale nei confronti degli elettori. Una beffa inaccettabile ribadita dall’ulteriore spesa di 50mila euro di denaro pubblico messa in atto per incaricare un consulente esterno che valuti la situazione attuale della struttura che ospita il Maratti. Denaro dei cameranesi gettato al vento perché l’incarico al consulente è fine a se stesso, slegato da ogni qualsivoglia progetto di ristrutturazione.

Vergognoso per i cameranesi assenti ieri sera al dibattito. Perché venti presenti su settemila residenti significa seimilanovecentoottanta menefreghisti capaci di riempirsi la bocca con il Teatro Maratti quando si tratta di sottolineare l’inefficienza di chi governa (che in effetti esiste, ndr), ma incapaci di partecipare e proporre idee quando vengono chiamati ad impegnarsi in prima persona.

E se la non partecipazione dei cittadini va ricondotta al fatto che ad organizzare il dibattito è stato il M5S, allora significa che i cameranesi sono davvero una comunità limitata, castrata da stupide barriere ideologiche e rivalità inconsistenti. Una comunità che non sa cogliere le opportunità, la ristrutturazione del Maratti non se la merita. E da oggi è invitata a smettere di evocarla. Ieri sera era invitata a farlo, ma non si è fatto vivo nessuno!