Le emozioni del Jazz Accordion Festival all’On Stage

Questa sera, venerdì, alle 22.00 con ingresso gratuito il trio drumless Pirlo - Bacchetta - Papetti

Castelfidardo. “Just in tune”: il Jazz Accordion Festival cala un tris d’assi all’On Stage Club di via Soprani. La rassegna organizzata dall’assessorato alla cultura sfoglia la terza pagina del suo programma proponendo il progetto del trio “drumless” la cui musica mette in luce l’aspetto melodico-armonico di composizioni originali e standard.

Una sinergia e un affiatamento che libera la creatività esplorando territori musicali in modo estemporaneo in un rassicurante equilibrio tra tensione e risoluzione, consonanze e dissonanze.

Ermes Pirlo
Ermes Pirlo

Tre artisti dalla spiccata personalità per un ensemble raffinato: l’alchimia è innescata dalla fisarmonica di Ermes Pirlo, artista bresciano perfezionatosi sotto la guida del maestro Zanchini, specializzatosi nei masterclass fidardensi e in altre sedi internazionali. Fondatore del gruppo “Bellow’s training” con cui ha firmato lavori di sole composizione originali, collabora da alcuni anni con il chitarrista Paolo Bacchetta consolidando un percorso mirato su brani propri e d’autore.

Paolo Bacchetta
Paolo Bacchetta

Piemontese, Bacchetta ha approcciato lo studio della chitarra da autodidatta e dopo un iniziale interessamento per la musica pop, si è concentrato sul jazz, studiando e suonando con artisti di grande spessore e dedicandosi sempre più alla ricerca.

Giacomo Papetti
Giacomo Papetti

Bassista elettrico, contrabbassista, compositore e arrangiatore, il terzo elemento è il contrabbasso di Giacomo Papetti, attivo da tempo in diversi ambiti musicali, dal jazz al rock, dall’improvvisazione libera a varie forme di musica sperimentale anche in dialogo con danza, teatro, cinema e fotografia.

JazzAccordionFestival è un progetto #PIFCastelfidardo in collaborazione con Tiranti Fisarmoniche, Ottavianelli Accordions, Scandalli Accordions, Victoria Accordions, Zero Sette Accordions.

Info: On Stage club – via S. Soprani tel.0717822054.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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