Bosso-Biondini le star di una giornata straordinaria

41° PIF - Premio Internazionale di fisarmonica – L’agenda di venerdì

Castelfidardo – Di ritorno dalla Colombia, in procinto di partire per il Giappone: nel bel mezzo di un tour mondiale e la partecipazione a fine mese ad Assisi all’evento di beneficenza in favore dei terremotati, trova spazio l’esibizione di domani sera – venerdì ore 21.15 sul palco del teatro Astra – del trombettista di origine piemontese Fabrizio Bosso con il progetto “Face to Face”. Al suo fianco il fisarmonicista spoletino Luciano Biondini in un duetto jazz di eccellente qualità.

da sinistra: il trombettista di origine piemontese Fabrizio Bosso e il fisarmonicista spoletino Luciano Biondini.
da sinistra: il trombettista di origine piemontese Fabrizio Bosso e il fisarmonicista spoletino Luciano Biondini.

Un incontro speciale tra due protagonisti assoluti del panorama jazzistico, una simbiosi artistica che attinge alla rispettiva formazione classica spaziando tra libere improvvisazioni, melodie mediterranee, pop e folk in un dialogo affiatato ed intenso.

Ma quella di venerdì è giornata di contaminazioni a tutto tondo che esalta le potenzialità della fisarmonica su più versanti. Fra le pieghe di un calendario esplosivo che si accende sin dal mattino con le audizioni della categoria “varietè”, si scorgono chicche musicalmente prelibate.

Vedi la Royal Danish Academy of music che si esibisce nel concerto aperitivo delle 12 seguito da degustazioni di prodotti tipici nei giardini Mordini; il suggestivo e “Incoerente duo” violino – fisarmonica di Alessandro Tampieri e Giorgio Dellarole (ore 18.00, Auditorium San Francesco). E ancora, il Minimal Accordion Vox promosso da un calibro da novanta come il maestro Claudio Jacomucci che propone un organico particolare e inedito con chitarra elettrica, coro polifonico durantino e musicisti italo-polacchi dell’Accademia fisarmonicistica (ore 19.00, Auditorium San Francesco), il concerto del maestro Marco Gemelli e la consegna della borsa di studio Orlandoni presso la civica scuola di musica dove alle 18 iniziano anche le lezioni gratuite per under 18.

Dopo cena, i riflettori si accendono sullo straordinario “Face to face” all’Astra ma la festa continua poi in piazza con il gruppo di musica popolare Canta Cu Me (partnership Festival Ance Libere), le jam session al pub O’Brian con il trio fisa-contrabbasso-batteria De Luca-Di Teodoro-Manzi, l’Adriatic Blues Connection all’On Stage, i live alla III Repubblica e le libere performance nei Sound Art Corners.

Ecco come si presenta uno dei tanti spazi dedicati a Sound art corners
Ecco come si presenta uno dei tanti spazi dedicati a Sound art corners

Fra gli eventi collaterali, spazio bimbi in piazza Leopardi con la giostra ecologica Ciclotto, mostra a tema “la Fisarmonica nel francobollo” a Porta Marina a cura del circolo filatelico e numismatico Matassoli, proiezione di filmati storici in sala convegni, speciali menu Pif a prezzi convenzionati da: Osteria da Pippo, Trattoria Dionea, Osteria Il Mattarello, Cuore di Pizza, Souvlaki passion, Rosticceria Mazzieri Pierina, La Grotta, La Taverna del Vigolo, O’ Brian Irish pub, Ten Cafè.

L’AGENDA DI VENERDÌ 23 SETTEMBRE

09.00: Audizioni categoria “varietè”

10.00 – 12.00: Piazza della Repubblica, Armonie in Libertà, fisarmoniche live

12.00: Auditorium Binci, AperiPif con la Royal Danish Academy of Music, prof. Geir Draugsvoll. Concerto classico degli studenti Helga Krisbjørg Gudmundsdottir, Jonas Asgeir Asgeirson, Jon Thorsteinn Reynisson, Jose Valente. A seguire aperitivo con degustazione di vini e prodotti tipici

14.15: Audizioni categoria leggera/intrattenimento, gruppi e solisti

16.00-20.00: Piazza della Repubblica, Armonie in Libertà, fisarmoniche live

16.00-20.00: SoundArtCorners in piazzale Don Minzoni, via XVIII Settembre, Piazza Leopardi, via Mazzini, Galleria via Matteotti-XXIV Maggio, via Mordini (registrazione sulla omonima pagina facebook iscrizione presso Ufficio Turistico Pro Loco).

17.00: Auditorium Binci via Mordini, concerto del maestro Marco Gemelli e consegna borsa di studio “Mimmo Orlandoni” (Civica Scuola di Musica “Paolo Soprani”)

18.00: Civica Scuola di Musica Soprani, via Mordini. Lezioni gratuite per under 18 di fisarmonica (M° Luigino Pallotta) e canto moderno (M° Martina Jozwiak)

18.00: Auditorium San Francesco, Incoerente duo: Alessandro Tampieri (violino) e Giorgio  Dellarole (fisarmonica)

19.00: Auditorium San Francesco, “Minimal Accordion Vox” progetto di Claudio Jacomucci eItalian Accordion Academy. Con Claudio Jacomucci (fisarmonica), Simone Spinaci (chitarra elettrica, voce solista e direttore del coro), Coro Polifonico Durantino, Accademia Fisarmonicistica: Alessandro Ambrosi (ITA), Jakub Gąsior (POL), Andrzej Grzybowski (POL), Wiesław Ochwat (POL)

21.15: Teatro Astra, “Face to Face”: Fabrizio Bosso (tromba e flicorno) e Luciano Biondini (fisarmonica) in concerto. Premiazione ed esibizione vincitori categorie varietè.

22.00: Piazza della Repubblica, CantaCuMe, gruppo di musica popolare.

22.30: O’ Brian Irish Pub, De Luca-Manzi-Di Teodoro Jazz Trio. Antonio De Luca (fisarmonica), Massimo Manzi (batteria), Emanuele di Teodoro (contrabbasso)

22.30: OnStage Casa della Musica, Adriatic Blues Connection, live open jam session

22.30: La III Repubblica, PIFincompagnia – Fisarmonica Live.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Viviamo il tempo del “minimo sindacale”

Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!


Camerano, 30 luglio 2022 – Il salario minimo sindacale è quella retribuzione fissata per contratto sotto la quale non è possibile andare. A seconda dei punti di vista, una garanzia per il lavoratore che sa di poter contare almeno su quel minimo di stipendio; una scocciatura per il datore di lavoro che sa, pur avendone l’intenzione, che sotto quella soglia minima non può pagare le prestazioni dei suoi dipendenti.

Da qui nasce, per osmosi, nel mondo del lavoro così come in quello della cultura del sociale o della politica, il detto: “fare il minimo sindacale”. Cioè, adoperarsi per introdurre fatica, idee, azioni, decisioni, al minimo delle proprie possibilità o capacità, giusto quel poco necessario a giustificare la propria presenza, il proprio impegno o il proprio ruolo. “Tira a campà”, direbbe Enzo Jannacci.

Ecco, tirare a campare, senza sforzarsi minimamente per fare di più e dare il meglio di sé, rende l’idea dei tempi che stiamo vivendo. In generale, la società del terzo millennio sta tirando a campà. Offre, di sé, il minimo sindacale grazie al quale poter giustificare la propria esistenza. Questo non significa che non ci sia nessuno capace di dare il meglio di sé: qualche imprenditore che si fa un mazzo così e anche di più per provare ad affermarsi; i tanti lavoratori che si fanno lo stesso mazzo per provare con dignità a portare la famiglia a fine mese sono tantissimi.

Concettualmente, però, la sensazione è che i furbetti del minimo sindacale siano piuttosto diffusi. A livello culturale, ad esempio, il decadimento è impressionante. Sono sempre meno quelli che leggono libri, vanno a teatro o al cinema, ascoltano musica classica. I musei vengono visitati in massa ma solo quando l’ingresso è gratuito. Però i concerti in spiaggia di Jovanotti sono sold out. E, a proposito di musica, la qualità della produzione musicale dell’ultimo decennio e forse più è davvero scadente (non lo dico io ma gli specialisti del settore). Non si scrivono più canzoni capaci d’emozionare, tanto che gli autori sono stati invitati ad impegnarsi “oltre il minimo sindacale”.

In politica poi, c’è il peggio del peggio, sia a livello locale sia a livello nazionale. Amministratori, Onorevoli e Senatori, gente che ha scelto di governare un Comune, una Provincia, una Regione, una Nazione, anziché muoversi per far progredire e migliorare lo status quo si accontentano di fare il “minimo sindacale”. Tirano a campà solo per garantirsi la poltrona e, così facendo, anziché migliorarlo lo status quo spesso lo peggiorano. Trovare alibi per loro, in questi ultimi anni, è stato facilissimo: la perdita di potere dei partiti, la mancata crescita economica, la pandemia, l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina, il vaiolo delle scimmie… Ma gli alibi servono a giustificare le sconfitte.

Dopo i tanti governi tecnici, a settembre il popolo tornerà alle urne per eleggere i propri rappresentanti politici i quali, lancia in resta, hanno già iniziato a sciorinare programmi e promesse a tutto spiano. Programmi e promesse che, come succede da circa settant’anni, verranno puntualmente disattesi. I nuovi eletti attueranno, come sempre, il “minimo sindacale” necessario a non essere mandati a casa anzitempo.

Succederà ancora e la colpa sarà mia. Perché continuo a permettere che tutto ciò accada senza far nulla per evitarlo. Perché io, italiano, sono fatto così: purché non mi si rompano le scatole, mi si garantisca l’assistenza sanitaria e la pensione, e mi si faccia pagare poche tasse, sono disposto a fare l’italiano al “minimo sindacale”. Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!

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