Riattivato il servizio di prestito bibliotecario

Da settembre tramite prenotazione online o telefonica

Camerano, 3 settembre 2020 – Dall’inizio di settembre è di nuovo possibile prenotare e ritirare per la lettura uno dei libri in dotazione alla biblioteca comunale Baden Powell. Le normative in vigore per il contenimento dell’emergenza coronavirus hanno obbligato a mettere in atto procedure particolari, sia per la prenotazione sia per il ritiro, che spieghiamo di seguito.

COME SCEGLIERE UN LIBRO?

È possibile consultare le liste dei volumi attualmente presenti nella sala lettura Baden Powell tramite catalogo online, accedendo al sito www.bibliomarchenord.it (oppure consultando il sito del Comune nella sezione “Biblioteca B.P”). Le liste, in formato cartaceo, sono consultabili presso l’Ufficio Cultura.

COME PRENOTARE UN LIBRO?

– Online per gli utenti già iscritti alla Biblioteca Baden-Powell.
– Telefonando all’Ufficio Cultura del Comune, al numero 071 7303058, nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00- martedì e giovedì, dalle 15.00 alle 17.00.

COME RITIRARE UN LIBRO PRENOTATO?

ll libro sarà disponibile al ritiro a partire dalle 48 ore successive all’avvenuta prenotazione, presso l’Ufficio Iat di Camerano (Piazza Roma, 26), il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 16.00 alle 17.30. La restituzione avviene nel medesimo luogo.

Per info: ufficio Cultura Comune di Camerano; e-mail: culturaturismo@comune.camerano.an.it; telefono: 071 7303058 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 13.00, martedì e giovedì dalle 15.00 alle 17.00).

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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