Il poeta Umberto Piersanti all’Associazione Le Muse

Presentata la sua ultima raccolta: Nel folto dei sentieri

Camerano – Occhio di bue nella Sala Convegni del Comune per il poeta marchigiano Umberto Piersanti. Ospite dell’associazione Le Muse per la presentazione della sua raccolta di poesie: Nel folto dei sentieri.

Introdotto dal presidente dell’Associazione e dal moderatore David Cucchioni, il poeta ha intercalato alcune letture di liriche a racconti personali. «Scrivere, per me, è sempre stato un modo per fuggire dal mondo – ha raccontato Piersanti – già da ragazzino. Poi, crescendo, scrivere poesie è diventato un modo per non morire».

Il poeta
Il poeta Umberto Piersanti, ospite dell’Associazione Le Muse, ha presentato la sua ultima raccolta di poesie: Nel folto dei sentieri 

Di origini campagnole, il poeta ha confessato al pubblico di amare in modo viscerale Urbino, la sua città. E la campagna che la circonda. Le sue poesie, d’altro canto, sono un vero e proprio inno bucolico alla natura. Nell’ascoltarle, si ha la sensazione di percorrere sentieri pieni di colori e profumi che Piersanti mescola con maestria ai ricordi vividi e palpabili del passato.

«Sono un poeta della natura – ha rivelato – sento sempre il bisogno di sprofondarci dentro. Di raccontarla. Compito della poesia è anche quello di tramandare la memoria».

E tutti questi temi sono ben presenti nella raccolta: Nel folto dei sentieri, filtrati dalla realtà attuale: «Questo libro si confronta con il tempo di oggi» ha concluso Piersanti. Ammettendo di aver: «fatto i conti con il presente che, se da un lato è drammatico, è anche più stimolante».

Alla presentazione del libro è seguito un dibattito con il pubblico che si è dimostrato attento e curioso nell’approfondire la conoscenza del poeta marchigiano. Riconoscendo, nelle sue poesie, le descrizioni di luoghi a tutti familiari.

NOTE BIOGRAFICHE:

Umberto Piersanti nasce ad Urbino, dove vive tutt’ora, il 26 febbraio del 1941. È considerato una delle figure di spicco della letteratura contemporanea, presente in diverse antologie italiane e straniere.

Ha vinto numerosi premi letterari: il Pisa, il premio Camaiore, il Caput Gauri, il Mastronardi, il Piccoli, il Frascati e, nel 2016, il Ponte di legno poesia.

Nel 2005 è stato candidato al premio Nobel per la letteratura.

Docente di Sociologia della Letteratura ad Urbino, è autore di tre romanzi. Ne citiamo uno: “L’uomo delle Cesane, Camunia, Milano 1994.  Ha realizzato anche un  lungometraggio: “L’età breve” nel 1969/70.

 

di Afra El Daire


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Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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