Sirolo – Sempre meno spiagge libere, i turisti protestano

E c’è chi ha deciso di non tornare più

Sirolo –  È la prima volta, ad ormai un anno di esistenza, che Corriere del Conero riceve dai suoi lettori una lettera di protesta via e-mail sul problema della diminuzione delle spiagge libere a tutto favore degli stabilimenti balneari.

Paolo Rinaldi e Sara Regonesi, assidui frequentatori delle spiagge sirolesi per loro stessa ammissione, si chiedono, come mai? Non abbiamo una risposta per loro, per cui giriamo il quesito al sindaco Moreno Misiti. Sperando abbia buone motivazioni capaci di far desistere Paolo e Sara dal loro proposito di non tornare a Sirolo l’anno prossimo.

Sirolo – La foto inviata in redazione da Paolo Rinaldi e Sara Regonesi

Ecco il contenuto della loro missiva di protesta:

«Veniamo da 5 anni in vacanza a Sirolo e abbiamo notato che ogni anno la spiaggia pubblica diminuisce sempre di più lasciando il posto agli stabilimenti balneari che arrivano oramai fin quasi ai Sassi Neri.

Come mai? Noi turisti frequentatori della spiaggia pubblica ci dobbiamo accalcare uno all’altro per trovare un posto. Uno dei motivi della scelta di Sirolo era proprio la quantità di spiaggia pubblica che, venendo meno, l’anno prossimo farà propendere per la scelta di un altra località.

Con molto dispiacere,
Paolo Rinaldi e Sara Regonesi»


2 commenti alla notizia “Sirolo – Sempre meno spiagge libere, i turisti protestano”:

  1. lorenzo says:

    Non é che aumentano gli stabilimenti balneari ma il problema sta soltanto nello stabilimento piu a nord della spiaggia cioè stab. Da Silvio.
    Ogni anno il mare con le mareggiate si prende metri di spiaggia ed il titolare si allarga sempre più verso nord in modo tale da poter piantare sempre lo stesso numero di ombrelloni. Questo avviene da anni ma ovviamente le istituzioni stanno in silenzio perché stiamo parlando dello stab. ” DaSilvio” uno che va a braccetto con il sindaco cosa volete che gli dica.

  2. reno mengani says:

    Qualcosa devo dire: mi è capitato che dei giovani turisti si sono infervorati ( a colazione) xche’ alle 2 sorelle non ci siano bar , bagni ect,Gli ho spiegato che La spiaggia delle 2 Sorelle è unica..non è Riccione Marcelli ect. E ché era un privilegio unico farci il bagno.Voi pensate che l’hanno capito?Io dicodi no.Detto questo lasciamo le spiagge libere a questi signori che portano tata ricchezza a Sirolo…C’è postoxtutti 👅Adate a vedere anche a Numana come vengono lasciate le spiagge libere :un letamaio.Non fraitedetemi io sono d’accordo che ci devono essere le spiaggie libere.. Ma anche x la civiltà e il rispetto di chi ti accoglie. Ad Maioram

Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

Contenuto non disponibile.
Si prega di accettare i cookie cliccando su ACCETTO nel banner esposto

C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi