Sirolo – Potenziata l’illuminazione pubblica al parcheggio e al parco di via Vivaldi

I due interventi di riqualificazione e abbattimento dell'inquinamento luminoso sono costati 12.800 euro.

Sirolo – Nell’ottica di una complessiva riqualificazione tramite l’abbattimento dell’inquinamento luminoso e la riduzione dell’emissione di raggi ultravioletti, sono stati ultimati in questi giorni a Sirolo gli interventi di riqualificazione dell’impianto di illuminazione pubblica del parco il Corbezzolo e del vicino parcheggio Verde in Fiore.

Una veduta del parco Il Corbezzolo con i nuovi pali dell'illuminazione
Una veduta del parco Il Corbezzolo con i nuovi pali dell’illuminazione

Per quanto riguarda il parco è stato necessario, oltre ad abbattere l’inquinamento luminoso, potenziare i punti luce per ottenere una buona illuminazione in grado di coprire tutta la sua estensione.

All’inizio, l’illuminazione era stata studiata per le sole parti attrezzate del parco ma, a seguito degli atti vandalici sui giochi e sulle attrezzature presenti (panchine, cestini, scivoli e altalene), il Comune ha deciso di intervenire per risolvere il disagio creato a tutta la comunità che fruisce del parco per passeggiare e per far divertire i bambini.

Le nuove plafoniere a led
Le nuove plafoniere a led

Sono stati installati nuovi pali alti nove metri, attrezzati e muniti di nuove plafoniere a led: due al centro dell’area, uno più a nord sopra le attrezzature ludiche e uno più a sud vicino al nuovo impianto della palestra a corpo libero.

Nel vicino parcheggio Verde in Fiore invece, le piante sono cresciute e le loro chiome offuscavano completamente la luce proveniente dall’alto.

Il parcheggio Verde in Fiore
Il parcheggio Verde in Fiore

In questo caso è stato potenziato l’impianto di illuminazione con otto nuovi punti luce a led, di otto metri, posizionati all’estremità delle aiuole spartitraffico, lontano dalle chiome degli alberi e a ridosso dei parcheggi, affinché il cono di luce non sia oscurato e sia sempre garantita una buona illuminazione.

Per i due interventi sono stati spesi circa 9.700 euro per il materiale elettrico, e altri 3.100 euro per l’esecuzione dei lavori, per una somma complessiva di 12.800 euro.

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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