Sirolo – Potenziata l’illuminazione pubblica al parcheggio e al parco di via Vivaldi

I due interventi di riqualificazione e abbattimento dell'inquinamento luminoso sono costati 12.800 euro.

Sirolo – Nell’ottica di una complessiva riqualificazione tramite l’abbattimento dell’inquinamento luminoso e la riduzione dell’emissione di raggi ultravioletti, sono stati ultimati in questi giorni a Sirolo gli interventi di riqualificazione dell’impianto di illuminazione pubblica del parco il Corbezzolo e del vicino parcheggio Verde in Fiore.

Una veduta del parco Il Corbezzolo con i nuovi pali dell'illuminazione
Una veduta del parco Il Corbezzolo con i nuovi pali dell’illuminazione

Per quanto riguarda il parco è stato necessario, oltre ad abbattere l’inquinamento luminoso, potenziare i punti luce per ottenere una buona illuminazione in grado di coprire tutta la sua estensione.

All’inizio, l’illuminazione era stata studiata per le sole parti attrezzate del parco ma, a seguito degli atti vandalici sui giochi e sulle attrezzature presenti (panchine, cestini, scivoli e altalene), il Comune ha deciso di intervenire per risolvere il disagio creato a tutta la comunità che fruisce del parco per passeggiare e per far divertire i bambini.

Le nuove plafoniere a led
Le nuove plafoniere a led

Sono stati installati nuovi pali alti nove metri, attrezzati e muniti di nuove plafoniere a led: due al centro dell’area, uno più a nord sopra le attrezzature ludiche e uno più a sud vicino al nuovo impianto della palestra a corpo libero.

Nel vicino parcheggio Verde in Fiore invece, le piante sono cresciute e le loro chiome offuscavano completamente la luce proveniente dall’alto.

Il parcheggio Verde in Fiore
Il parcheggio Verde in Fiore

In questo caso è stato potenziato l’impianto di illuminazione con otto nuovi punti luce a led, di otto metri, posizionati all’estremità delle aiuole spartitraffico, lontano dalle chiome degli alberi e a ridosso dei parcheggi, affinché il cono di luce non sia oscurato e sia sempre garantita una buona illuminazione.

Per i due interventi sono stati spesi circa 9.700 euro per il materiale elettrico, e altri 3.100 euro per l’esecuzione dei lavori, per una somma complessiva di 12.800 euro.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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