Sirolo – Potenziata l’illuminazione pubblica al parcheggio e al parco di via Vivaldi

I due interventi di riqualificazione e abbattimento dell'inquinamento luminoso sono costati 12.800 euro.

Sirolo – Nell’ottica di una complessiva riqualificazione tramite l’abbattimento dell’inquinamento luminoso e la riduzione dell’emissione di raggi ultravioletti, sono stati ultimati in questi giorni a Sirolo gli interventi di riqualificazione dell’impianto di illuminazione pubblica del parco il Corbezzolo e del vicino parcheggio Verde in Fiore.

Una veduta del parco Il Corbezzolo con i nuovi pali dell'illuminazione
Una veduta del parco Il Corbezzolo con i nuovi pali dell’illuminazione

Per quanto riguarda il parco è stato necessario, oltre ad abbattere l’inquinamento luminoso, potenziare i punti luce per ottenere una buona illuminazione in grado di coprire tutta la sua estensione.

All’inizio, l’illuminazione era stata studiata per le sole parti attrezzate del parco ma, a seguito degli atti vandalici sui giochi e sulle attrezzature presenti (panchine, cestini, scivoli e altalene), il Comune ha deciso di intervenire per risolvere il disagio creato a tutta la comunità che fruisce del parco per passeggiare e per far divertire i bambini.

Le nuove plafoniere a led
Le nuove plafoniere a led

Sono stati installati nuovi pali alti nove metri, attrezzati e muniti di nuove plafoniere a led: due al centro dell’area, uno più a nord sopra le attrezzature ludiche e uno più a sud vicino al nuovo impianto della palestra a corpo libero.

Nel vicino parcheggio Verde in Fiore invece, le piante sono cresciute e le loro chiome offuscavano completamente la luce proveniente dall’alto.

Il parcheggio Verde in Fiore
Il parcheggio Verde in Fiore

In questo caso è stato potenziato l’impianto di illuminazione con otto nuovi punti luce a led, di otto metri, posizionati all’estremità delle aiuole spartitraffico, lontano dalle chiome degli alberi e a ridosso dei parcheggi, affinché il cono di luce non sia oscurato e sia sempre garantita una buona illuminazione.

Per i due interventi sono stati spesi circa 9.700 euro per il materiale elettrico, e altri 3.100 euro per l’esecuzione dei lavori, per una somma complessiva di 12.800 euro.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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