Scuole riaperte a Sirolo: nessun danno dopo il sisma

Sindaco Misiti: le nostre scuole sono adeguate ai criteri antisismici attuali

Sirolo. Per gli studenti di Sirolo le lezioni sono tornate regolari dopo i controlli effettuati dai tecnici, che hanno riscontrato l’agibilità degli edifici scolastici.

La scuola secondaria di primo grado, Renaldini
La scuola secondaria di primo grado, Renaldini

Il nuovo terremoto che ha colpito l’Italia centrale con epicentro a Castelsantangelo sul Nera, Visso e Ussita fortunatamente non ha causato vittime, ma per precauzione quasi tutti i comuni delle Marche hanno disposto la chiusura dei plessi scolastici.

Il giorno dopo il sisma anche a Sirolo le scuole sono state chiuse per precauzione e per permettere ai tecnici del comune di effettuare le verifiche di sicurezza sugli edifici.

La scuola primaria, Giulietti
La scuola primaria, Giulietti

La scuola dell’infanzia Il Gabbiano, che si trova al centro in Via Giulietti, comprende tre aule per le attività didattiche, un laboratorio di informatica, una palestra, la mensa e un giardino attrezzato con vari giochi.

La scuola dell'infanzia, Il Gabbiano
La scuola dell’infanzia, Il Gabbiano

La scuola primaria Giulietti si trova in Piazza del Municipio, è strutturata su due piani e comprende dieci aule di cui tre multifunzione e il laboratorio di informatica.

Anche la scuola secondaria di primo grado Renaldini, strutturata su due piani, si trova in Piazza del Municipio e comprende undici aule, il laboratorio di informatica, l’aula magna, una palestra teatro e una palestra nel seminterrato.

Moreno Misiti, sindaco di Sirolo
Moreno Misiti, sindaco di Sirolo

«Non ci sono stati danni strutturali di alcun tipo – ha spiegato il sindaco di Sirolo, Moreno Misiti – in quanto negli ultimi anni abbiamo sempre adeguato le scuole alle norme sismiche, anche se queste norme escono con cadenza biennale e quindi tra un po’ dovremo riaggiornare le strutture. Al momento, però, le nostre scuole sono adeguate ai criteri antisismici attuali».

Gli studenti sono quindi tornati ai propri banchi e hanno ripreso regolarmente a far lezione in seguito all’esito positivo dei controlli.


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

Contenuto non disponibile.
Si prega di accettare i cookie cliccando su ACCETTO nel banner esposto

C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi