Moschella invita Acquaroli a valutare la zona bianca per Sirolo

Il Primo cittadino ha scritto una lettera al Presidente della Regione Marche. Da 13 giorni non si registrano casi positivi in città

Sirolo, 11 giugno 2021 – Dal 29 maggio scorso i casi di positività al Covid-19 nel Comune di Sirolo sono pari a zero. Tredici giorni senza contagiati son un dato più che sufficiente per consolidare il trend.

Un dato che ha indetto il primo cittadino, Filippo Moschella, a scrivere una lettera al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli per chiedere al Governatore di valutare la concessione della zona bianca nel Comune di Sirolo. Di seguito il testo integrale della missiva:

Gent.mo Presidente,

   sono orgoglioso di informarLa che nella Città di Sirolo, dal giorno 26 maggio 2021 abbiamo registrato solo due positivi al Covid-19 e dal giorno 29 maggio 2021 i casi Covid-19 sono pari a zero, fino alla data odierna.

   Detto pregevole risultato è stato conseguito grazie al lavoro di squadra fra sirolesi, che hanno osservato le regole, medici di famiglia, Inrca, Asur, Comune e Croce Azzurra, dove è stato attivato un punto vaccinale territoriale straordinario, in cui 5 medici volontari hanno vaccinato quasi 2.000 utenti con il fondamentale aiuto dei militi addetti al pronto soccorso, i quali si sono dedicati instancabilmente all’organizzazione e al supporto dei sanitari, gestendo senza alcuna criticità e in massima sicurezza tutte le persone.

   Per quanto esposto, considerando che il criterio stabilito dalla normativa nazionale per dichiarare una regione in zona bianca è quello di valutare l’incidenza di contagi, che deve essere pari a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive, si chiede di valutare di applicare il medesimo criterio a livello comunale che, per il Comune di Sirolo in cui sono residenti 4.071 cittadini, corrisponde a 2,04 casi di positività, dichiarando sin da oggi il Comune di Sirolo in zona bianca. Cordiali saluti.

Segue firma.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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