L’Ufficio servizi sociali ha dato seguito al Progetto Lotta alla povertà

In poche ore distribuiti circa 700 chili di prodotti alimentari a nuclei familiari bisognosi o in difficoltà per la crisi economica generata dalla pandemia

Sirolo, 29 gennaio 2021 – Continua incessante l’attività sociale del Comune a sostegno delle famiglie bisognose locali, determinante in questo periodo sfavorevole e complesso dovuto alla crisi pandemica. La giunta Moschella ha aderito al Progetto Lotta alla povertà, promosso dall’Anci in collaborazione col Banco delle Opere di Carità Marche e sostenuto da fondi europei.

Sirolo – da sx: Ilenia Quattrini e Roberta Draghelli durante la distribuzione odierna di beni alimentari

Dopo l’acquisizione delle domande, presentate da 23 famiglie sirolesi bisognose per un totale di 63 persone, oggi il progetto è entrato nella fase operativa: l’Ufficio Servizi Sociali del Comune, coordinato dalla dott.ssa Roberta Draghelli e con la collaborazione dell’assistente sociale Ilenia Quattrini, in poche ore ha provveduto alla divisione e distribuzione di quasi 700 Kg di alimenti confezionati e beni di prima necessità come pasta, farina, latte, formaggi, prosciutti, pomodori, olio, scatolame vario ecc.

All’attività di smistamento, trasporto e consegna hanno collaborato anche gli operai comunali e la Polizia Locale. L’enorme sforzo organizzativo dell’Ufficio continuerà per tutto l’anno 2021, con trasporti e distribuzioni mensili.

Filippo Moschella, sindaco di Sirolo

Il sindaco Filippo Moschella fa presente che: «il progetto Lotta alla povertà si aggiunge alla distribuzione di buoni spesa una tantum per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità a favore dei cittadini colpiti dalla crisi economica determinata dalla pandemia da Covid-19. Circa 22mila euro sono stati erogati dallo Stato, altri 5.000 euro sono stati aggiunti dall’Amministrazione comunale con il fondo di mutuo soccorso sirolese, distribuiti a 24 nuclei familiari richiedenti».

Considerato che sono ancora disponibili somme di denaro, nei prossimi giorni sarà emesso il terzo avviso pubblico per soddisfare le altre richieste delle famiglie bisognose e sostenere le necessità più urgenti.

«Lo avevamo promesso in campagna elettorale, quando abbiamo dichiarato che con noi nessuno sarebbe rimasto indietro e tutti avrebbero avuto una risposta – conclude con entusiasmo il primo cittadino sirolese – e oggi lo stiamo dimostrando con i fatti sostenendo concretamente, anche con fondi comunali, coloro che sono meno fortunati o sono stati travolti inaspettatamente dalla crisi economica».

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi