L’artigiano Mezzabotta regala la segnaletica al Parco del Conero

20 nuovi cartelli direzionali donati all'Ente dall'artigiano dopo gli atti vandalici di due mesi fa.

Sirolo. Sono stati realizzati a mano riutilizzando legno riciclato ricavato da vecchi bancali i 20 nuovi cartelli direzionali regalati dall’artigiano Riccardo Mezzabotta al Parco del Conero.

Un gesto spontaneo e di gran senso civico che si somma ai tanti segnali concreti di vicinanza e collaborazione da parte del mondo del volontariato, di operatori turistici e di quanti individuano in questo territorio una comune responsabilità di salvaguardia.

I caratteristici cartelli segnaletici all'interno del Parco del Conero
I caratteristici cartelli segnaletici all’interno del Parco del Conero (foto Laura Randeni)

All’inizio dello scorso agosto, durante i normali controlli della segnaletica direzionale istallata solo pochi mesi prima sui sentieri ufficiali del Parco, si scoprì che 33 tabelle segnavia e alcuni dei rispettivi pali di sostegno erano stati rubati e danneggiati producendo un danno, non solo economico, di oltre 5.000 euro; ma pure un danno d’immagine, considerando l’elevato flusso turistico dei luoghi durante il periodo estivo.

Oltre al danno anche la beffa. All’epoca dei fatti non fu possibile ripristinare la situazione perché in agosto le aziende sono in ferie e nel bilancio del Parco non erano stati preventivati i fondi necessari ad una tale situazione di emergenza.

Nel mondo e nel Parco, però, non esistono solo persone incivili; c’è anche chi, nel suo piccolo, vuole fare la differenza, come Mezzabotta che, illustrando le fasi della realizzazione dei 20 cartelli regalati al Parco, ha spiegato che il legno da lui utilizzato, una volta tagliato e sagomato, è stato scartavetrato e pitturato seguendo il modello utilizzato dal Parco del Conero, ossia quello del Cai, e in ultimo trattato con olio di lino cotto.

Ringraziando l’artigiano per il nobile gesto, il presidente dell’Ente Parco, Lanfranco Giacchetti, ed il direttore, Marco Zannini, si sono detti soddisfatti nel constatare che: “tra i cittadini e i fruitori dell’area protetta non vi siano solo persone che rompono i beni comuni, o si accontentino con indifferenza, ma anche chi, senza che nessuno li chiami o gli chieda qualcosa, si rimbocca le maniche e agisce con azioni importanti per il bene di tutti”.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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