La vicenda del dott. Scardino finisce in Consiglio comunale

Il sindaco Misiti minimizza le dichiarazioni del medico ma l'opposizione presenta due interrogazioni

Sirolo. Non si placa il dibattito in paese a seguito del “j’accuse” di Antonio Scardino, il medico di base che ha deciso di andare a lavorare in Francia per far crescere i figli lontano dalla mentalità mafiosa, fatta di privilegi e abusi, che colpisce Sirolo e l’Italia intera.

Antonio Scardino medico di base di Sirolo
Antonio Scardino medico di base di Sirolo

Nella nostra intervista, pubblicata sabato 12 novembre, Scardino, oltre a minacce, lettere anonime, comportamenti sempre più aggressivi e calunnie subite durante i mesi di servizio a Sirolo, ha fatto riferimento anche al grave comportamento di un ex sindaco degli anni settanta e dei vigili comunali che lo avrebbero accompagnato dal medico, pretendendo ricette e minacciando di intralciare la sua professione se non avesse portato personalmente le prescrizioni in farmacia.

Il dibattito è finito subito sul tavolo politico, considerando che le gravi affermazioni riguardano anche alcuni dipendenti del Comune che, in quanto tali, dovrebbero prestare il proprio servizio in modo imparziale ed esclusivo dell’interesse pubblico, senza abusare della posizione o dei poteri di cui sono titolari.

Da parte sua il sindaco Misiti minimizza l’accaduto e ritiene inutile chiarire le affermazioni di Scardino.

Il sindaco Moreno Misiti minimizza la vicenda del dott. Scardino
Il sindaco Moreno Misiti minimizza la vicenda del dott. Scardino

«Le stesse accuse, anche più gravi, il dottore le fece anche quando diede le dimissioni a Piandimeleto. – ha dichiarato Misiti – Per me sono solo affermazioni personali e generiche. Non ritengo che il comune debba commentare o prendere una posizione ufficiale».

Non è dello stesso parere l’opposizione, che ha appena presentato due interrogazioni al sindaco proprio per fare chiarezza sulla vicenda.

La prima è stata presentata da Alberta Ciarmatori e Luisiana Moroni.

consigliere-opposizione

Le consigliere di opposizione del gruppo Sirolo con Noi chiedono che sia immediatamente avviato un accertamento per verificare la realtà dei fatti, in quanto, se non chiariti subito, portano inevitabilmente ad un grave danno agli interessi e all’immagine del comune di Sirolo, dei suoi cittadini e degli stessi dipendenti estranei ai fatti denunciati.

«Solo con un’azione immediata e trasparente – si sottolinea nell’interrogazione – si potrà , oltre che stabilire la verità e trarne le immediate conseguenze, rispondere efficacemente alla negativa ricaduta sulla nostra comunità della grave accusa di “ modo mafioso, connivente e truffaldino di interpretare l’esistenza”».

Più diretta invece l’interrogazione depositata dal consigliere di minoranza, Luca Osimani, anche lui del gruppo Sirolo con Noi.

Luca Osimani di Sirolo con noi
Luca Osimani di Sirolo con noi

Anche in questo caso viene chiesto al sindaco Misiti cosa intende fare per individuare e definire eventuali profili di responsabilità penali, disciplinari ed etiche messe in luce dalle dichiarazioni del medico.

Tuttavia, Osimani ritiene che ci siano tutti i presupposti per «una vera e propria incompatibilità nell’esercizio delle delicate funzioni di sindaco del comune di Sirolo», qualora i fatti riportati dal medico fossero accertati.

Le due interrogazioni saranno probabilmente discusse durante il prossimo consiglio comunale che si terrà a fine novembre.


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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Come cambia l’informazione al tempo dei social

La capacità delle Amministrazioni comunali di trasmettere il proprio operato


Camerano, 16 maggio 2022 – È fuori da ogni dubbio o discussione: l’avvento dei social ha letteralmente stravolto il mondo della comunicazione, il modo di fare informazione e dare le notizie. A volte migliorando le cose, a volte peggiorandole in modo inaccettabile e, spesso, dannoso.

L’avvento del web, e di piattaforme come Facebook, Tik Tok, Twitter, WhatsApp, Telegram, ha aperto spazi infiniti e fatto crollare muri dell’incomunicabilità prima inaccessibili. Ma, se da un verso ha messo in comunicazione fra loro gli individui di tre quarti del mondo, da un altro ha concesso diritto di parola e di replica anche agli imbecilli che, considerati certi interventi visti su Facebook, prolificano a tutte le latitudini dell’emisfero. Umberto Eco docet, quando affermò: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Era il giugno del 2015.

La sua affermazione, oggi, è stata ampiamente dimostrata. Nel campo della comunicazione, che andrebbe trattata con molta delicatezza, ci si sente tutti giornalisti. Tanti, troppi i novelli Indro Montanelli o Enzo Biagi che sia, pronti a dare per primi lo scoop giornaliero di quanto accaduto sotto casa, o al vicino di pianerottolo, o in piazza, o dall’altro capo del mondo, con il risultato di spargere spazzatura a destra e a manca. Tanti, troppi quelli che riprendono dai social una news e, convinti d’essere gli unici, la fanno rimbalzare qua e là aggiungendo – o togliendo – qualche contenuto. Tanti, troppi quelli che gli danno seguito, non verificano le fonti e contribuiscono ad allagare l’oceano delle fake news.

Poi, ci sono gli Enti pubblici, i Comuni che, come diretta conseguenza dell’avvento dei social, sono stati costretti a dotarsi di Uffici stampa per soddisfare con comunicati giornalieri le bocche fameliche delle miriadi di testate giornalistiche (tra cui la nostra), nate grazie alla facilità di comunicare attraverso i social. Oggi, un Ufficio stampa non si nega a nessuno, ce l’hanno quasi tutti, anche quelle piccole realtà che un tempo non se lo sognavano neppure lontanamente. Anche se, spesso, a gestire un Ufficio stampa non sono giornalisti iscritti all’Ordine ma figure che l’Ordine dei giornalisti non sa neppure dove sia.

E veniamo alle dolenti note. Mica tutti i Comuni si sono attrezzati seguendo le regole e la legge; addirittura, alcuni Comuni non si sono attrezzati affatto. In alcuni Comuni il Sindaco, vuoi per risparmiare, vuoi perché si considera la reincarnazione di San Francesco di Sales, vuoi perché di comunicare quel che fa non gli interessa affatto (un modo comodo comodo per farsi gli affari propri), l’Ufficio stampa se lo fa da sé. Quando comunica.

Corriere del Conero da sei anni ormai informa i propri lettori attraverso sei pagine dedicate ad altrettanti Comuni: Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo; più una settima pagina, chiamata Dal Mondo, dove finiscono tutte le altre notizie che arrivano da Ancona e dalle altre quattro province marchigiane. La nostra è un’informazione a carattere regionale anche se, grazie al web, siamo letti in tutto il mondo.

In questi sei anni abbiamo collaborato – a volte scontrandoci – con questi Comuni e i rispettivi Sindaci. Non tutti sono attrezzati come dovrebbero nel comunicare ai giornali il proprio operato. Ma va detto che comunque la figura del Sindaco è quella che la fa da padrone, nel bene e nel male. C’è Sindaco e Sindaco, c’è chi esagera e chi se ne frega, c’è chi favorisce una testata a scapito di un’altra, c’è chi informa il meno possibile e chi ti sommerge di comunicati ma nel modo sbagliato. Ecco, di seguito, una nostra personale classifica stilata in base alla nostra esperienza e riferita ai Comuni che informiamo.

posizione

Comune

motivazione
1OSIMOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Alcuni comunicati arrivano dalla segreteria del Sindaco; altri dal gruppo consiliare del PD; moltissimi dal sindaco Pugnaloni in persona che elogiamo per la sua puntualità, l’ampiezza dell’informazione e la completezza dei comunicati quasi sempre corredati da foto. Merita ampiamente il primo posto anche grazie al fatto che Pugnaloni ha creato una chat riservata ai soli giornalisti.
2CASTELFIDARDOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Ha una persona che cura l’Ufficio stampa e puntualmente contatta i giornali attraverso Telegram. I suoi comunicati sono ampi, corredati da foto e informano su tutto lo scibile del Comune e anche qualcosa in più.
3ANCONAHa un sito web ufficiale e più di una pagina social. Ha un Ufficio stampa che impiega diversi giornalisti professionisti, strano trovare un Capoluogo di regione al terzo posto. La sua comunicazione verso le testate giornalistiche è la più ampia in assoluto. Peccato che, nonostante in redazione arrivino quotidianamente montagne di comunicati, questi spesso sono privi di fotografie e, dunque, impubblicabili per una testata online come la nostra. Con la forza lavoro che ha, potrebbe fare molto di più. Problema segnalato più volte.
4SIROLOHa un sito web ufficiale che potrebbe essere migliorato e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Insieme a Numana è il Comune con meno residenti (Sirolo, 4mila e rotti; Numana 3.700 e rotti). La comunicazione ai giornali la fa quasi esclusivamente il sindaco Filippo Moschella, spesso rubando tempo al suo tempo libero. Nonostante ciò, da quando in Comune c’è lui la comunicazione da e su Sirolo è migliorata parecchio.
5NUMANAHa un sito web ufficiale e uno per il turismo e una pagina social. Ha un Ufficio stampa curato da una persona. Anni addietro la comunicazione con le testate giornalistiche locali era continuativa, tanto che Numana ricopriva posizioni di vertice nella ns. classifica. Da un paio d’anni a questa parte la comunicazione, molto ricca, si è concentrata sulla stagione turistica estiva, lasciando piuttosto scoperto il resto dell’anno. Peccato!
6LORETOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Almeno, a noi non risulta: non riceviamo comunicati da questo Comune da almeno un anno. Abbiamo contattato per questo il sindaco Moreno Pieroni che si è detto sorpreso e che avrebbe provveduto. Ad oggi, non ha provveduto affatto. La sua comunicazione, tutta personale, per quel che ne sappiamo l’affida ad un videomessaggio che pubblica settimanalmente, tutti i lunedì, sulla pagina social del Comune.
7CAMERANOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Spiace vedere Camerano all’ultimo posto, ma tant’è, nonostante qui abbia sede la nostra testata. All’inizio del suo mandato il sindaco Oriano Mercante, contattato telefonicamente dal giornale per approfondire un tema, rispose che lui per telefono non rilasciava dichiarazioni, e che avrebbe risposto con i comunicati stampa. Sono passati sette mesi ma di comunicati a firma del Sindaco non ne abbiamo mai ricevuti. Nulla è cambiato, tra l’altro, rispetto all’Amministrazione precedente. Alla ns. redazione manca tantissimo l’assessore Costantino Renato, puntualissimo e molto professionale nei comunicati alle testate giornalistiche.

 

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