Incontro Ente Parco e Cai per migliorare la fruizione dei sentieri del Conero

Riapertura del Passo del Lupo e mountain bike il focus del confronto

Sirolo. Summit presso gli uffici del Parco del Conero tra il vicepresidente Gilberto Stacchiotti, il consigliere Fabia Buglioni, il direttore Marco Zannini ed i membri del Cai, rappresentati dal presidente del Club di Ancona Arnaldo Piacenza e dal presidente del gruppo regionale Marche Lorenzo Monelli, alla presenza di Francesco Burattini, memoria storica del territorio.

Gli intervenuti al summit tenuto nella sede del Parco del Conero
Gli intervenuti al summit tenuto nella sede del Parco del Conero

Il Club Alpino Italiano, la famosa associazione che si occupa della conoscenza e dello studio delle montagne italiane e della difesa del loro ambiente naturale, si inserisce perfettamente nell’ambito delle azioni del Parco del Conero per avere un supporto concreto da parte di coloro che amano e frequentano l’area protetta.

L’incontro mirava a un confronto di idee per migliorare la fruizione dei 18 sentieri del Parco proprio con un’associazione che ha tra i propri obiettivi la diffusione della frequentazione della montagna e l’organizzazione di iniziative alpinistiche, escursionistiche e speleologiche e la manutenzione dei sentieri.

Tra i punti toccati, la questione del Passo del Lupo, il sentiero che conduce alla spiaggia delle Due Sorelle, ufficialmente chiuso da un’ordinanza del Comune di Sirolo che ne vieta formalmente l’accesso dal 2008.

Cartelli segnaletici nel Parco del Conero
Cartelli segnaletici nel Parco del Conero

«Si è convenuto entrambi – hanno spiegato Stacchiotti e Buglioni – sull’importanza di riaprire il Passo del Lupo, con la consapevolezza che la montagna non garantisce un rischio zero, ma può offrire quel valore aggiunto diversificandosi dal mero turismo balneare, per una conoscenza ed una fruizione ampia e qualificata del territorio, che può diventare attrattiva per quanti amano la montagna ed ascoltano il suo richiamo affascinante.

Il Passo del Lupo offre scorci ed emozioni uniche nel proprio genere, pertanto andrebbe di certo riaperto e valorizzato, con le dovute cautele e restrizioni del caso, con la consapevolezza di stare attraversando una zona impervia, a volte anche ostile».

Sul fronte della fruizione dei sentieri, si è parlato anche della presenza massiccia di mountain bike nei tracciati ufficiali e non dell’area protetta, ricordando che la convivenza tra quanti percorrono i sentieri nelle diverse maniere deve avvenire nella correttezza e nel rispetto della natura e dell’equilibrio a volte fragile tra biodiversità.

Trekking in mountain bike
Trekking in mountain bike

Ente Parco e Cai hanno mostrato interesse a ripetere periodicamente tali incontri.

«Questi momenti di confronto possono solo giovare – hanno concluso i vertici dell’Ente Parco – ad un rapporto armonioso tra l’Ente, nella sua funzione istituzionale di tutela della natura e fruitori come il Cai, che raccoglie ed organizza persone che amano e rispettano la natura e la vogliono vivere nel migliore dei modi, nella conservazione e nella valorizzazione della storia di un territorio le cui tracce di vita sono millenarie. Le generazioni future hanno il diritto di poter conoscere ed amare questo territorio come lo stiamo facendo noi ora».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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