Emergenza eternit: continuano i lavori di recupero e bonifica

Il sindaco Moschella convoca una conferenza dei servizi per lunedì 29 luglio

Sirolo, 27 luglio 2019 – Continua il lavoro incessante del Comune per l’emergenza eternit, determinata dalla tromba d’aria del 9 luglio che ha scoperchiato cinque capannoni industriali attigui a Via La Forma.

Dopo l’emissione a tempo di record dell’ordinanza sindacale del 12 luglio per il recupero dei frammenti del pericoloso materiale, a sole 72 ore dall’evento, e di quella relativa al divieto di aratura dei campi interessati, che si estendono fino al confine col territorio di Numana, il Comune ha monitorato costantemente l’espletamento dei lavori di bonifica, iniziati formalmente e materialmente il 12 luglio.

Sirolo – La bonifica dei fossi lungo Via La Forma

A seguito della verifica dell’Arpam dell’11 luglio, è stato effettuato il sopralluogo dell’Asur Marche il 15 luglio, che ha certificato anche la bonifica dell’area attigua a Via La Forma.

Il costante monitoraggio dello stato dei luoghi, espletato dal Comune, ha permesso di apprendere che un mezzo meccanico, presumibilmente inviato dalla Provincia, ha tagliato la vegetazione lungo le scarpate di Via La Forma, provocando lo scivolamento di altri frammenti di eternit nei canali ai lati della provinciale. Quindi, nella medesima giornata, è stata firmata una lettera di chiarimenti per l’ente, il quale era stato già informato la scorsa settimana circa la situazione, nel corso di un sopralluogo effettuato congiuntamente con l’ufficio tecnico comunale.

Filippo Moschella, sindaco di Sirolo

Ieri, per evitare qualsiasi pericolo per la popolazione, è partita la seconda bonifica dei fossi lungo Via La Forma, operata da una ditta specializzata. Non solo, nel pomeriggio, a seguito della richiesta del Comune di Sirolo, diversi tecnici della Protezione Civile del Ministero dell’Interno e della Regione Marche hanno eseguito un sopralluogo per verificare lo stato dei luoghi e riferire agli organi competenti.

Sempre ieri, di concerto con la Protezione Civile della Regione Marche, il sindaco Filippo Moschella, in considerazione dei potenziali danni per la salute pubblica, ha convocato una conferenza dei servizi per lunedì 29 luglio, per ottimizzare le operazioni di recupero e bonifica.

Infine, in merito alla quantificazione dei danni, il sindaco Moschella sottolinea: “Come già pubblicizzato con ogni mezzo nei giorni scorsi, è stata attivata la procedura regionale di ricognizione informatica, mediante la quale è stata quantificata una prima stima dei danni pubblici e privati pari a 2 milioni e 320 mila euro”.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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