Da ex Conchiglia Verde a Casacon, una rinascita modificata

Il dancing più “In” della Riviera fra gli anni ’50-’80 rinasce dopo l’abbandono e diventa ristorante, cocktail bar, spa multisensoriale

Sirolo, 15 aprile 2021 – Quando dici Conchiglia Verde, s’illuminano gli occhi di migliaia di persone lungo tutta la Riviera Adriatica e non solo. Intere generazioni di giovani, tra la fine degli anni ’40 e gli anni ’80, hanno passato momenti indimenticabili in questo locale immerso nel verde dell’odierno Parco del Conero.

Sirolo – Una foto d’epoca della Conchiglia Verde

Frutto dell’intuito del costruttore sirolese Enzo Sturba, La Conchiglia Verde vede la luce a Sirolo nel 1947 sulle ceneri di un campeggio per Balilla, i ragazzini dell’Opera nazionale fascista. Dai più è conosciuto come dancing e discoteca ma negli anni è stato tante cose: qui si sono esibiti artisti come Mina, Patty Pravo, Gianni Morandi, Lucio Dalla; fino alle esibizioni più impegnative di Beniamino Gigli . Qui Mike Bongiorno ha condotto concorsi di bellezza. Qui tante coppie di giovani si sono conosciute e poi, addirittura, sposate.

Nei suoi anni d’oro, la Conchiglia Verde non aveva nulla da invidiare ai locali più in voga dell’epoca come il Piper di Roma o La Capannina di Forte dei Marmi. Negli anni ’80, però, questo locale ha iniziato un declino irreversibile, fino alla definitiva chiusura nel 2013.

A distanza di otto anni da quella triste data, la Conchiglia Verde torna a rinascere, ma non si chiamerà più così per espresso volere della signora Fernanda Sturba. Si chiamerà Casacon. E non sarà più un locale da ballo ma diventerà una struttura ricettiva aperta tutto l’anno con ristorante, bar, una piccola spa dotata di sauna, doccia multisensoriale, sala massaggi; sarà dotata di sette camere da letto e metterà a disposizione dei sirolesi i suoi spazi all’aperto che offrono la quiete del bosco e una vista mozzafiato del mare e della costiera.

Sirolo – Carlo Boldrini e Manuela Ilari, titolari di Pil e proprietari di Casacon

Artefici della rinascita sono Carlo Boldrini e Manuela Ilari, una coppia nella vita e titolari di Pil, uno dei 15 leader italiani del mondo della comunicazione ed eventi, alla prima esperienza in un investimento del genere. Un investimento, quello della ristrutturazione dell’ex Conchiglia Verde con la sua trasformazione in struttura ricettiva, che vale 2,5 milioni di euro. «Uno dei più grandi investimenti nel settore realizzati da sempre a Sirolo» ha spiegato il sindaco Filippo Moschella, presente alla conferenza stampa di presentazione del progetto. Presenti anche Marco Zannini, direttore del Parco del Conero, e Daniele Silvetti, presidente dell’Ente Parco.

Sirolo – Presentazione del progetto Casacon. Da sx: Marco Zannini, direttore del Parco del Conero e Daniele Silvetti, presidente dell’Ente Parco

Per la cronaca, l’operazione di acquisizione delle strutture esistenti è a carattere strettamente privato e riguarda esclusivamente la famiglia Sturba e Pil. Il Comune di Sirolo, in qualità di proprietario del terreno su cui sorge l’ex Conchiglia Verde (da oggi Casacon), continuerà a percepire dai nuovi proprietari l’affitto annuale dell’area pari a 24mila euro.

Il progetto

Casacon, il cui nome richiama la mission di creare un ambiente dall’atmosfera familiare in cui trascorrere del tempo di qualità con altre persone, sarà incentrato sull’essere umano a 360°: corpo, anima e mente. Dunque, non solo una struttura ricettiva come già detto, ma anche un punto di ritrovo per attività variegate destinate agli ospiti: dai percorsi enogastronomici a quelli naturali alla scoperta del territorio, passando per le attività olistiche, i corsi di cucina, gli eventi e i momenti di relax da trascorrere nel parco.

Il locale sarà al centro di un importante sviluppo culturale e turistico; sarà eticamente sostenibile e plastic free; avrà grande cura dell’ambiente circostante con particolare attenzione verso le specie protette che popolano il parco. Tanto per rendere l’idea, la prima parte della bonifica dell’area effettuata nei primi mesi del 2021, ha permesso di rimuovere materiali tossici e rifiuti accumulati in 10 anni di abbandono riempiendo ben 12 container.

Sirolo – Conferenza stampa di presentazione del progetto Casacon. Da sx: l’architetto Davide Casaccia, l’architetto Federica Paladini, il sindaco di Sirolo Filippo Moschella, Carlo Boldrini, Manuela Ilari

In ultimo, il progetto di ristrutturazione è curato dagli architetti Federica Paladini e Davide Casaccia dello studio Solido di Ancona. Prevede un piano lavori serrato della durata di 12 mesi. L’apertura al pubblico di Casacon, infatti, è tassativamente prevista per maggio 2022.

La mission del nuovo locale la spiega Carlo Boldrini, Ceo di Pil: «La nostra intenzione è recuperare la memoria del locale e allo stesso tempo valorizzare il territorio, con la creazione di nuovi posti di lavoro, impegnandoci ad assumere professionisti locali e avvalendoci di fornitori a chilometro zero».

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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