A Sirolo scattano i controlli contro i furbetti del porta a porta

Se non correttamente separati, inizialmente i rifiuti non saranno ritirati poi arriveranno le multe

Anche a Sirolo è stata riscontrata poca attenzione nella separazione dei rifiuti, una brutta abitudine che rischia di rendere vano l’impegno dei tanti cittadini attenti all’ambiente e alla gestione della differenziata.

immondizia

Per questo motivo, sono partiti i controlli degli operatori della Rieco per verificare la correttezza della raccolta praticata dalle famiglie.

Se il contenitore presenta rifiuti non conformi, l’operatore non lo ritirerà e lascerà un avviso con le motivazioni del mancato ritiro.

L’utente dovrà, quindi, dividere correttamente i rifiuti per poi esporre nuovamente il contenitore nel giorno di ritiro previsto.

Nel caso in cui l’utente continui a sbagliare, scatteranno le multe che vanno da 25 a 500 euro.

Il calendario della raccolta a Sirolo
Il calendario della raccolta a Sirolo

Nel territorio di Sirolo, ma succede anche in altri Comuni del comprensorio, è obbligatorio utilizzare ed esporre esclusivamente i contenitori dotati di microchip e codice identificativo forniti dalla Rieco, ed è vietato gettare materiale diverso da quello previsto dal calendario di raccolta: ad esempio, nell’indifferenziato non possono essere conferiti plastica, carta, vetro e organico.

Per smistare correttamente i rifiuti secondo la loro tipologia, la Rieco ha predisposto “Junker”, la nuova app gratuita per smartphone e tablet.

Attraverso questa applicazione è possibile scansionare il codice a barre di un prodotto, per capire di quali materiali è composto e in quali bidoni gettare le varie parti.

Per gli utenti meno tecnologici, basta consultare la “Guida alla raccolta differenziata” oppure contattare il Numero Verde 800.277.999.

La tabella con le percentuali della raccolta
La tabella con le percentuali della raccolta nel 2016

Il sistema di raccolta porta a porta migliora notevolmente la gestione dei rifiuti con vantaggi considerevoli sia in termini economici che ambientali. Sirolo è stato uno dei Comuni più ritardatari e ha introdotto il sistema solo un anno fa.

Tuttavia, la percentuale di raccolta che negli anni passati si aggirava intorno a un misero 30%, grazie al porta a porta nel 2016 è passata al 69,14%.

Una percentuale in linea anche con gli obiettivi ambiziosi del Pacchetto europeo sull’economia circolare, approvato recentemente dall’Europarlamento, che prevede target di riciclaggio al 2030 alzati al 70% per i rifiuti solidi urbani e all’80% per gli imballaggi.

I cittadini possono e devono fare la loro parte, rispettando semplici accorgimenti: informarsi sui materiali, separare correttamente e rispettare il calendario di raccolta.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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