Terremoto: Osimo chiude tutte le scuole per un giorno

Osimo – Scuole di ogni ordine e grado chiuse domani, 19 gennaio, su tutto il territorio osimano. Lo stesso vale per gli asili nido, le palestre scolastiche e il centro diurno per disabili. Le scosse di terremoto che ancora una volta hanno colpito il cuore dell’Italia si sono sentite forte e chiaro, questa mattina, a partire dalle ore 10.25.

Immediata l’evacuazione delle scuole e del palazzo comunale. In strada anche gli ospiti della Lega del Filo d’Oro. Visto l’allarme causato dal ripetersi dell’evento sismico – tre scosse a distanza di pochi minuti – il sindaco ha ordinato l’immediata chiusura delle sedi scolastiche e gli alunni sono stati rimandati a casa anzitempo.

Osimo. Volontari del centro operativo comunale
Osimo. Volontari del centro operativo comunale

Nella giornata di domani verrà notificata l’eventuale proroga alla chiusura degli istituti laddove se ne dovesse presentare la necessità.

Dalle 11.30 è entrato in funzione il Centro Operativo Comunale riunito all’interno dei locali di via Molino Mensa n. 64, nei pressi della sede della Croce Rossa. Già operativa la squadra della Protezione Civile locale che, oltre ad accogliere segnalazioni e richieste da parte della popolazione, ha iniziato l’attività di monitoraggio su tutto il territorio.

Al momento non sono state registrate criticità, se non la grande paura di uno spettro che non sembra volersi allontanare.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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