Proseguono le ricerche dell’82enne Silvana Binci

Forze dell’ordine, volontari e Vigili del fuoco impegnati anche oggi per ritrovare l’anziana che manca da casa da quarantotto ore

Osimo – Proseguono, senza soluzione di continuità, le ricerche dell’82enne  osimana Silvana Binci, l’anziana donna uscita di casa giovedì 26 aprile u.s. intorno alle 10 senza farvi più ritorno. Alle forze dell’ordine e ai gruppi di volontari, questa notte si sono aggiunti alle ricerche anche i Vigili del fuoco con 11 uomini e due cani, Molly e Desmo.

Osimo – Silvana Binci, l’82enne scomparsa da casa da 48 ore

Le operazioni, fanno sapere i vari gruppi di ricerca, continueranno per tutta la giornata odierna senza interruzioni.

La donna, che ha problemi cognitivi e alterna momenti di lucidità a momenti di confusione mentale, abita in Via Martiri della Libertà. Giovedì mattina ha lasciato la propria abitazione per una passeggiata. Quando è uscita indossava un paio di scarpe da ginnastica, un pantalone di una tuta fucsia e una maglia marrone chiaro. Sembrerebbe avesse con sé una borsa con i documenti personali.

Osimo – Un vigile del fuoco con uno dei cani impegnati nelle ricerche di Silvana Binci

A quarantotto ore di distanza dalla sua scomparsa, varie voci di possibili avvistamenti si rincorrono sui social dove il figlio, Alessandro Pangrazi, ha fatto partire un appello fra i suoi contatti Facebook. Qualche commerciante dice di aver visto la donna uscire di casa, altre persone asseriscono di averla vista prendere l’autobus per Ancona. E, ultimo appello del figlio risalente a 14 ore fa, non si esclude che possa essere scesa dall’autobus prima di raggiungere Ancona e possa aggirarsi nei dintorni di San Biagio, o all’Aspio, o alla Baraccola.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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